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“Dall’inizio della crisi in Grecia l’automobile è diventata un lusso. Molti cittadini hanno deciso di restituire le targhe di circolazione. Come un antico Centauro: a cavallo, a ricordare i guerrieri mezzi uomini e mezzi equini che scorrazzavano da queste parti tremila anni fa, almeno secondo i miti, ma con la targa della sua automobile in mano. Così il signor George Panutsopulos, agricoltore del paesino di Marathià, sul lungomare della regione Elide nel Peloponneso, non lontano da dove un tempo si svolgevano gli antichi giochi olimpici, si è presentato all’inizio dell’anno al locale ufficio delle tasse. Nostalgia delle antiche gare equestri? No, impossibilità a mantenere la propria quattroruote. “Il cavallo sarà d’ora in poi il mio mezzo di trasporto“, ha esclamato agli impiegati attoniti il signor Panutsopulos. George forse può permetterselo, perché si deve spostare nei dintorni campestri e boschivi di Olimpia. Ma attraversare Atene, Salonicco o Patrasso, le più grandi città greche, in sella a un destriero o a un ronzino è complicato. Quindi gli almeno 100mila greci che fra la fine del 2013 e l’inizio del 2014 hanno restituito agli uffici della Motorizzazione civile le targhe delle loro auto, perché non riescono a sostenerne i costi, dovranno accontentarsi di metropolitana, autobus e lunghe scarpinate a piedi. Forse si abbasseranno i tassi d’inquinamento da polveri sottili, ma l’umore dei greci è nero.” segnalazione da Balcanicaucaso.org – leggi tutto