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“Quando siamo entrati in Parlamento un anno e mezzo fa pensavamo che la “casta” più pericolosa fosse quella dei politici. Che ingenui! In realtà i veri intoccabili sono alcuni altissimi funzionari che, nonostante i cambi di governo, restano ancorati ai loro posti di comando. Sono le eminenze grigie, i guardiani dei poteri forti, gli influenti dirigenti pubblici che cascano sempre in piedi.
Tra questi un posto d’onore lo occupa l’Ing. Ercole Incalza, classe ’44 e attuale Capo della Struttura Tecnica di Missione, l’organismo che supporta il CIPE, il Comitato Interministeriale per la programmazione economica. Il CIPE è l’organismo statale che dà il via libera a tutte le grandi opere. C’è chi sostiene che sia lui il vero Ministro delle infrastrutture non certo Lupi che nel suo CV può vantare soltanto una semplice indagine per abuso d’ufficio.
Incalza è un vero recordman di proscioglimenti e il suo avvocato, Titta Madia, lo definisce un campione di slalom processuale. In effetti il suo nome compare in svariate procedimenti penali dai quali (anche grazie a porcate quali la ex-Cirielli che ha ridotto i tempi di prescrizione), ad oggi, è uscito sempre pulito.
Nel 1991, quando nacque l’alta velocità Incalza divenne a.d. della società TAV controllata dalle Ferrovie dello Stato. Lui e Lorenzo Necci (ex a.d. di FS, inquisito 42 volte e condannato per corruzione soltanto una e morto investito in Puglia in circostanze poco chiare*) riuscirono a garantire, senza gara, svariati miliardi di appalti per la costruzione dell’alta-velocità ad IRI, ENI e Fiat. Il fatto che l’alta velocità sia costata ai cittadini 93 miliardi di euro contro i 15,5 previsti fa poca differenza. Ma tutto questo Lupi non lo sa!
Nel 1996 Incalza venne coinvolto nel processo di Genova sul Terzo Valico, la linea ferroviaria Tortona-Novi Ligure-Genova. L’accusa era truffa aggravata sull’Alta Velocità. Tra gli imputati c’erano anche un tal Luigi Grillo (l’ex-senatore di FI che B. dice di non conoscere arrestato recentemente per lo scandalo EXPO) e un tal Bruno Binasco (già condannato assieme a Primo Greganti, il Compagno G del PD, per finanziamento illecito ai partiti). La ex-Cirielli, il toccasana dei corrotti, lo salvò. Ma tutto questo Lupi non lo sa!
Nel 1998 il nostro eroe viene arrestato nell’ambito di un processo per corruzione in atti giudiziari. Secondo i giudici l’Ingegnere avrebbe corrotto i PM Castellucci e Squillante (quel Renato Squillante prescritto nel processo SME che vedeva imputato anche Berlusconi) ma la prescrizione, ancora una volta, fu sua alleata. Ma tutto questo Lupi non lo sa!
Ad oggi Incalza risulta indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e abuso di ufficio in merito agli appalti per la costruzione del TAV di Firenze. In questa inchiesta i magistrati stanno cercando di fare chiarezza anche sullo smaltimento dei rifiuti dell’opera perché, a quanto sembra, vi è coinvolta una ditta legata al clan dei Casalesi. Sempre nell’ambito di tale inchiesta è stata arrestata Maria Rita Lorenzetti, ex-Presidente della Regione Umbria (PD) e Presidente dell’Italferr. Sembra che lei abbia favorito negli appalti la Coopesette, una delle numerose cooperative rosse che monopolizzano tutti i lavori pubblici in diverse regioni d’Italia. Ma tutto questo Lupi non lo sa!
Pensate poi che Incalza si è prodigato perché venisse nominato Magistrato delle acque quel Paolo Emilio Signorini al quale Mazzacurati, l’ex-Presidente del Consorzio Venezia Nuova aveva pagato una bella vacanza in Toscana. La nomina poi non si è concretizzata per la delusione di Mazzacurati, poi arrestato nell’ambito dell’inchiesta Mose. Ma tutto questo Lupi non lo sa!
Ma non è finita qui! Incalza ha un genero, tal Alberto Donati, il quale ha recentemente dichiarato alla Guardia di Finanza: “cercavamo casa e mio suocero (Incalza ndr) mi disse di rivolgermi all’Arch. Zampolini che avrebbe provveduto”. Zampolini, meglio noto come “lo spallone di assegni circolari di Anemone“, esattamente come fece per la casa dell’ex-Ministro Scajola (arrestato recentemente per aver favorito la fuga dell’ex-deputato di FI Matacena, condannato per mafia) ha “aiutato” il genero di Incalza nell’acquisto di una dimora da sogno a pochi metri da Piazza del Popolo. L’appartamento è costato 1,2 milioni di euro ma 820.000 ce li ha messi Zampolini, carico come sempre di assegni circolari. Ma tutto questo Lupi non lo sa!
E’ accettabile che un soggetto con il suo “curriculum vitae” possa ancora occupare una posizione di comando e responsabilità in tempi di scandali sulle grandi opere in un Ministero così delicato come quello delle Infrastrutture e Trasporti?
E’ tollerabile che un Ministro dei Trasporti non sappia che un suo altissimo funzionario sia indagato per associazione a delinquere in merito a delle opere legate al trasporto nazionale?
E’ credibile un Presidente del Consiglio che parla di misure urgenti anti-corruzione ma che non faccia rimuovere personaggi indecorosi da posizioni influenti?
Il M5S, soprattutto su questi temi, ha il dovere di incalzare con durezza assoluta il governo a cominciare dal Ministro Lupi!” Alessandro Di Battista e Michele Dell’Orco, portavoce M5S alla Camera

* Secondo una testimonianza dell’ex-ministro DC Cirino Pomicino Necci aveva ricevuto da alcuni servizi segreti dei documenti riservatissimi su una vicenda italiana e tali documenti sono “spariti” dalla sua borsa sul luogo dell’incidente.