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“I nostri incendi senza Canadair ma con un morto. Di fronte a “su fogu“, (evento complesso) nel nostro mondo rurale, da bambini si è sempre avvertita, una certa mobilitazione. Chi è cresciuto in Sardegna sa che fin da ragazzi partecipare allo spegnimento è un ingresso nella comunità. Prima nei luoghi vicino all’abitato, poi nei luoghi delle nostre frequentazioni, infine ovunque c’era l’incendio. La rabbia arrivava dopo, quando si faceva il racconto. L’odore di morte, un odore acre, il silenzio e la tristezza. Quando poi muore una persona diventa un lutto completo. Fermarsi di fronte alla tragica fine di Ubaldo nel territorio di tutti i sardi è un dovere. Ha lottato strenuamente rimettendoci la vita, per la difesa della sua dignità, del suo lavoro. Ci fermi pure il cordoglio, ma non la determinazione a cambiare questo stato di cose.” sebastiano chighini