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“Dopo le sentenze del TAR che hanno spalancato le porte alla partenza dell’inceneritore,
e nonostante un filone giudiziario ancora aperto per situazioni non chiare riguardanti la sua costruzione, la nostra battaglia politica non ha mai conosciuto soste.
Oggi intendo fare chiarezza dopo importanti risultati ottenuti dalla mia squadra di Giunta, soprattutto nei confronti dei miei concittadini e di tutti quegli attivisti che mi scrivono interessati e ansiosi di conoscere l’evolversi dei fatti.
Ad oggi l’azione e gli sforzi si sono concentrati sul fronte dei controlli e sulla determinante riduzione dei rifiuti, che ha avuto il merito di affamare in modo irreversibile l’inceneritore. Al momento del nostro insediamento la città, responsabile di oltre il 50% dei rifiuti smaltiti in Provincia, aveva un sistema di raccolta misto stradale che rendeva impossibile oltrepassare determinate percentuali di differenziata.
Ebbene, dopo gli arresti eclatanti di esponenti della passata Giunta, e subentrati al Commissario, in soli 18 mesi abbiamo esteso il sistema porta a porta spinto su tutto il territorio. Oggi in strada non c’è più un cassonetto indifferenziato e la città è passata dal 46% al 70% di raccolta. Ma cosa ancora più importante stiamo riducendo progressivamente il rifiuto a smaltimento. I dati parlano da soli: le previsioni per il 2014 ci dicono che i rifiuti inceneriti diminuiranno di 15.000 tonnellate rispetto al 2013. Questi risultati, come altre Politiche condotte dalla mia squadra, hanno permesso alla città di entrare a far parte dell’Associazione dei Comuni Virtuosi come prima realtà italiana di medie dimensioni.
L’inceneritore voluto dal Partito Democratico e dall’allora Pdl ha un vincolo tuttora vigente che ne prevede l’utilizzo solo per i rifiuti provenienti dalla nostra provincia. Come sottolineato, ora si trova a lavorare a mezzo servizio perché affamato dai risultati raggiunti dai cittadini di Parma e dalla differenziata. Tutto bene quindi? No, perché il vincolo di servire solo il territorio è minacciato dal Pd, che a livello regionale e nazionale sta tentando di aggirare probabilmente per garantire carburante e profitti a chi questi impianti li gestisce, come Hera o Iren. Politica che ci vede contrari e a cui ci stiamo opponendo con i massimi poteri conferiti ad una Giunta comunale.
Nel frattempo non ci siamo fermati neppure sul fronte dei controlli. Recentemente abbiamo aderito al protocollo per un monitoraggio che non si limiterà a valutare le emissioni ed i limiti di legge, ma che sarà in grado di analizzare gli effetti sulla filiera agro-zootecnica (latte, formaggio, uova, foraggio, colture) di aziende limitrofe al cono di ricaduta delle emissioni, e che effettuerà analisi a breve termine – non più a distanza di anni – su campioni di residenti.
Approvato il Bilancio, il Comune di Parma istituirà un Osservatorio costituito da esperti indipendenti a supporto dell’amministrazione ed infine non mancheranno i controlli a sorpresa da parte del Comune direttamente sull’impianto, per essere certi che tutto quanto prescritto dalle autorizzazioni venga rispettato.
Non parole al vento dunque, ma Atti Concreti che a Parma il Movimento 5 Stelle sta portando avanti con decisione, rigore ed onestà.” Federico Pizzarotti, sindaco M5S di Parma