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Tu quoque Tonino...

Vincenzo De Luca: Grillo è un saltimbanco
(05:28)
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Il giorno dopo l'appoggio a De Luca come Governatore della Campania da parte di Antonio Di Pietro mi sono svegliato con la testa pesante, con un senso di nausea. Non ne ho capito subito il motivo. Poi ho messo a fuoco i miei pensieri e ho rivisto migliaia di persone che applaudivano convinte, con una standing ovation, una persona che incarna l'esatto contrario di Antonio Di Pietro. Marco Travaglio ne descrive per filo e per segno nel Fatto Quotidiano di oggi le vicende giudiziarie strettamente intrecciate con il Pdmenoelle emilianoromagnolo di Bersani. Non le ripeterò a mia volta. Non basterebbe il post per elencarle. Per De Luca non è necessario aspettare la sentenza, parla la sua faccia, la sua arroganza, la sua ignoranza come potete ammirare nel video che mi ha dedicato quando criticai l'inceneritore di Acerra.
Per un partito che ha fatto delle mani pulite la sua bandiera, uno come De Luca rappresenta un suicidio politico. Infatti, chi ha le mani sporche potrà dire che Di Pietro è uguale agli altri. Ghedini, Belpietro e Feltri pagheranno di tasca loro per poterlo affrontare in una trasmissione televisiva. Ci sarà la fila. Resta però il fatto che Antonio Di Pietro non è uguale agli altri. E allora, perché dilapidare un patrimonio di consensi per un signore con due processi pesantissimi in corso? Era meglio Bassolino che di processo ne ha uno solo ed è anche più simpatico di De Luca.
Io sono grato a Di Pietro per il sostegno che ha sempre dato alle iniziative del blog, come i Vday o la manifestazione dei familiari antimafia. L'unico tra i segretari di partito a esprimere pubblicamente la sua solidarietà nei miei confronti. La Rete sta giudicando in modo severo, quasi da amante tradita, l'operato di Di Pietro. Io non lo farò, avrà le sue ragioni che non sono le mie. Però Bersani e La Torre in prima fila al Congresso dell'Italia dei Valori (insieme al convitato di pietra Massimo D'Alema) rappresentano un'idea della politica che non mi appartiene, quella dei compromessi, del meno peggio, della mancanza di alternative in nome di una governabilità che ci ha regalato decenni di Andreotti, Craxi e Berlusconi. Mi dispiace, non mi interessa.
Il MoVimento 5 Stelle vuole cambiare le regole del gioco. In Campania candida Roberto Fico, un cittadino preparato e incensurato di 35 anni. I cittadini devono rappresentare sé stessi in prima persona e gli eletti rispondere ogni giorno delle loro azioni attraverso la Rete. Ognuno conta uno. Il Programma è il punto di rifermento. Idee e non ideologie. La politica come servizio (temporaneo) e non come professione. I mezzi che giustificano i fini sono un'emerita cazzata. Il fine e il mezzo sono la stessa cosa. Se il primo è merda, lo diventa anche il secondo. Tonino, torna indietro.

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Postato il 9 Febbraio 2010 alle 15:56 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Acerra, Antonio Di Pietro, Bassolino, Bersani, Campania, Il Fatto Quotidiano, La Torre, Marco Travaglio, MoVimento 5 Stelle, Roberto Fico, Vincenzo De Luca

La magistratura sotto ricatto

La magistratura sotto ricatto - Marco Travaglio
(39:20)
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Testo:

Buongiorno a tutti, se leggete i giornali domani, dubito che i telegiornali ne diano gran conto, parleranno dei commenti alla notizia, ma non parleranno della notizia, avete la possibilità oggi di mettere insieme un po’ di tessere del mosaico degli ultimi giorni, del mosaico politico – mediatico degli ultimi giorni, perché magari qualcuno si domandava, ma perché certi giornali, Il Corriere della Sera, che in certe pagine, grazie a certe firme sembra la succursale di Libero o del giornale, si è dedicato con tanta passione e con tanto spazio a una foto di 16, 18 anni fa che ritrae Di Pietro a tavola con dei Carabinieri, un investigatore americano e Bruno Contrada?

La cassaforte di Ciancimino (espandi | comprimi)
Perché i giornali di Berlusconi hanno ritirato fuori la storia della D'Addario che sembrava morta a sepolta? Non avevano niente di meglio da fare? Siamo sicuri che Berlusconi gradisca che si riparli delle sue avventure con una prostituta?


Vito Ciancimino e la lettera a Berlusconi (espandi | comprimi)
Qui non sono più le parole di Massimo Ciancimino, qui c’è la ciccia perché almeno un lembo di quella lettera è saltato fuori da uno scatolone l’estate scorsa, uno scatolone che c’era in un magazzino della Procura, dove erano accantonate tutte le carte ritenute non utili tra quelle ritrovate nella casa di Ciancimino figlio, mistero, come è possibile che una lettera indirizzata all’On. Berlusconi sia ritenuta non utile?

La svolta, il ricatto (espandi | comprimi)
La domanda che avevamo fatto all’inizio era: perché sono successe tutte queste cose, la foto di Di Pietro, il presunto complotto della D'Addario, perché siamo di fronte a una svolta cruciale, vi ricordate quello che abbiamo detto prima, c’è stata un’inchiesta archiviata a Palermo a carico di Berlusconi e di Dell'Utri per mafie e per riciclaggio, capite la paura che possono averi questi, ogni giorno viene fuori un pizzino, una lettera, una dichiarazione di Ciancimino, un’altra di Spatuzza etc.

Il complotto contro Di Pietro (espandi | comprimi)
Dall’altra parte abbiamo il complotto di Di Pietro, complotto di Di Pietro che non a caso, alla vigilia di Natale del 1995 si ritrova a cena con dei Carabinieri, con un agente, con un detective le La Kroll, un’agenzia di investigazione americana, secondo alcuni forse in odore di Cia che gli dà un premio, addirittura un fermacarte, in più Bruno Contrada, quest’ultimo quello che poi 9 giorni dopo è stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa e anni dopo è stato condannato, Di Pietro, avete capito?

Passate parola e continuate a seguirci sul blog e su Il fatto Quotidiano, grazie e buona settimana!

Postato il 8 Febbraio 2010 alle 13:53 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Berlusconi, Ciancimino, Dell'Utri, Passaparola, passaparola-travaglio, Travaglio

La prima mossa

La politica del fare
(01:32)
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Chi insegue è perduto! Chi delega i propri diritti è un coglione. Ecco cosa vogliono farci diventare: dei coglioni perduti. La prima mossa, qualunque essa sia, è lasciata a dei cialtroni che si professano politici, ma sono, troppo spesso, volgari delinquenti che violano le leggi. Gente sotto processo o condannata in via definitiva. Persone che si arrogano le decisioni sul futuro della Nazione e le prendono senza consultare i cittadini. E queste decisioni sono frutto di accordi, di ritorni personali, di inciuci, di patti con le lobby di Confindustria o con i poteri criminali. La prima mossa è la TAV in Val di Susa, un mostro per il trasporto di merci che non esistono e che porterà 20/30 miliardi di euro nelle casse delle cooperative, dei politici, della criminalità. La prima mossa è la più grande base militare americana in Europa a Vicenza, realizzata contro la popolazione locale. La prima mossa è il Ponte di Messina, un regalo alla mafia. Chi è al potere ci rimane perché muove per primo, vede il gioco, crea il gioco, usa gli elettori come pedoni su una scacchiera. La prima mossa sono le leggi per smantellare la Giustizia, una dopo l'altra, da quindici anni. Mai una legge contro il conflitto di interessi o per processare un politico inquisito nel più breve tempo possibile. La seconda mossa da parte della cosiddetta opposizione parlamentare è sempre un pallido contrasto, un balbettare di collusi, di futuri inquisiti, di vogliosi poltronisti.
La prima mossa sono gli inciuci venduti per governabilità. Per il cittadino opporsi è legittimo, ma è faticoso, talvolta inutile. Il terreno di gioco, i giocatori, l'arbitro e i guardialinee sono già schierati contro di lui, insieme al telecronista. La prima mossa sono le privatizzazioni di ciò che ci appartiene, dall'acqua, al territorio, alle autostrade, e persino alla Protezione Civile e alla Difesa. La prima mossa è indebitarci senza il nostro consenso, un miliardo di euro dopo l'altro, accumulando 1.800 miliardi di debito pubblico. Un debito che va onorato ogni anno con gli interessi, nel 2010 circa 75 miliardi, che paghiamo con le nostre tasse. Un debito che sottrae risorse all'innovazione, alle politiche sociali, alla ricerca, allo sviluppo. La prima mossa è la costruzione di centrali nucleari CONTRO un referendum e contro l'economia. Infatti, il loro costo di costruzione e lo smaltimento delle scorie (per le quali nessuno ha ancora trovato una soluzione) devono essere finanziati dallo Stato. La prima mossa è candidare il meno peggio, bocconi da inghiottire in mancanza di altro (come se altro non esistesse): Boccia in Puglia, Formigoni in Lombardia, De Luca in Campania con due rinvii a giudizio. Gente che è garante e complice dell'Antistato. In Puglia la prima mossa l'ha fatta Vendola, lì alle primarie hanno vinto i cittadini, ma è l'eccezione che conferma la regola della Casta. Incassata la prima mossa il cittadino ha due alternative, o far buon viso a cattivo gioco e dotarsi di antiemetici per non vomitare o pensare seriamente di trasferirsi con la famiglia all'estero.
Fare la prima mossa permette di definire chi vi si oppone come "anti": No global, No Dal Molin, No Ponte. La sillaba "No" è usata per etichettare il cittadino come contrario al progresso. Inseguire è sbagliato, bisogna giocare d'anticipo, fare le prime mosse e contagiare gli scettici con le idee e i risultati che sono già molti. Il blog è ormai insufficiente per raccoglierli tutti. Per questo è in arrivo un sito del MoVimento 5 Stelle per la pubblicazione e diffusione di video, testimonianze, foto che mi giungono ogni giorno a centinaia. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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Postato il 7 Febbraio 2010 alle 15:36 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Boccia, Dal Molin, De Luca, Formigoni, MoVimento 5 Stelle, Ponte sullo Stretto, TAV, Vendola

Bonsoir Paris!

Bonsoir Paris!
(03:11)
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Vive la France. Allons enfants de la patrie le jour de gloire est arrivé. Sono a Parigi per il tour "Incredible Italy!". Ici tout est plus facile. L'Europa è cambiata in questi dieci/quindici anni. In meglio. L'Italia è una foresta pietrificata. Incomprensibile dall'estero. Per capirla ci vuole un traduttore culturale, uno politico, uno sociale. L'Italia è un mondo a parte. Il Jurassic Park del continente europeo. Un cesto di serpenti in cui si incrociano la massoneria, i poteri deviati dello Stato, una criminalità organizzata di livello mondiale. Un luogo metafisico, in cui lo Stato della Chiesa comanda e ordina, le televisioni raccontano di un Paese delle meraviglie, i politici sono più stagionati della mummia di Lenin e la maggior parte dei cittadini vive immersa un sonno senza tempo. Qui è diverso, il fatto più strano è che le cose funzionano. Non ero più abituato a treni puliti, marciapiedi senza macchine parcheggiate, piste ciclabili, gente che sorride per la strada, famiglie con i bambini per mano. Visti da qui "les italiens" sembrano alieni. Non fanno paura, ma invece dovrebbero. Il contagio è un attimo. Chi ha inventato il fascismo in Europa ? L'Italia, ma noi abbiamo Fini, ormai democristianizzato, qui Le Pen. Quando fu introdotto il primo coniglio in Australia nessuno se ne preoccupò. Poi si moltiplicò a milioni divenne peggio della piaga delle locuste. Noi siamo così: affabili, disponibili, quasi teneri, con "quegli occhi allegri da italiano in gita". Il mio compito è di avvertire la popolazione europea del pericolo. Il romanzo 1984 di George Orwell si è avverato in Italia. Tutto è sotto controllo, anche il dissenso. Perché non può avvenire qui, nella "Douce France", o in Svizzera? In Germania o in Danimarca? I francesi sono, tra i popoli europei, quelli più a rischio. Negli ultimi duemila anni sono stati occupati per quattrocento anni dai Romani e per quattro da Mussolini nella seconda guerra mondiale. Negli altri periodi hanno importato dall'Italia ogni cosa possibile, con una vera passione per l'arte. Il francese è un cleptomane dell'Italia, ma non vuole farlo sapere in giro. Il Louvre senza le opere del Rinascimento chiuderebbe i battenti. Leonardo ha passato qui l'ultimo periodo della sua vita. L'unico luogo in cui i Papi sono stati ospitati fuori dall'Italia è stato Avignone. In quel caso, però, si sono accorti dell'errore e ce li hanno restituiti. In cambio hanno voluto la Gioconda e poi Nizza e la Savoia. La rivoluzione è nata a Parigi insieme alla ghigliottina. Noi abbiamo avuto, più modestamente, piazzale Loreto e al posto di Napoleone, Berlusconì.


Ps. Lunedì 8 Febbraio 2010 dalle ore 21:00 presso il Teatro Italia di Via Bari 18 a Roma, i Grilli del Pigneto, presentano: “Serata Impertinente” - concerto musicale a cura di Paolo Di Modica.


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Postato il 6 Febbraio 2010 alle 18:33 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Australia, Avignone, Fini, Francia, George Orwell.1984, Incredible Italy, Le Pen, Louvre, Parigi

Chaos Economy di Eugenio Benetazzo

L'Asiago del Wisconsin
(11:31)
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La Grecia è commissariata per il suo debito pubblico e il rapporto con il PIL. Il debito sale e la produzione scende. In sostanza la Grecia dovrà cedere alla UE, per sopravvivere, parte della sua sovranità economica. I giornali di oggi si preoccupano degli Stati europei in difficoltà senza citare l'Italia (!?). PIGS, acronimo che indica quattro Stati a rischio, P come Portogallo, I come Italia, G come Grecia e S come Spagna è diventato un impronunciabile PGS. L'Italia è scomparsa, è diventata virtuosa. Il Portogallo, considerato il Paese che seguirà la Grecia, ha un rapporto debito pubblico/PIL del 76,6%. Lo avessimo noi! L'Italia ha il 115% e 1.800 miliardi di debito pubblico. L'economia è bella perché è varia e ognuno può raccontare balle, almeno fino al default. Da oggi il blog ha un nuovo ospite, Eugenio Benetazzo e un nuovo appuntamento: "Chaos economy".

Testo:

Il debito pubblico e i PIGS (espandi | comprimi)

Un cordiale saluto a tutti i lettori del blog, sono Eugenio Benetazzo, operatore di Borsa indipendente e saggista economico, tenteremo di fare un quadro il più possibile esaustivo sullo scenario economico e macroeconomico che attende il nostro Paese. Conosciamo tutti quello che è accaduto negli ultimi 18 mesi con fenomenali interventi da parte degli Stati occidentali per supportare le loro economie, ormai a distanza di tempo possiamo renderci conto di come niente è cambiato, semplicemente sono stati spostati in avanti i problemi che sussistevano 12/18 mesi fa, nella fattispecie i debiti non si sono polverizzati, i debiti non sono stati coperti, sono stati semplicemente trasferiti dal sistema bancario o dai debiti che avevano determinati gruppi di aziende, al debito che ora sono stati caricati sulla testa delle relative comunità, quindi gli Stati.

Argentina (espandi | comprimi)

Molto spesso sentiamo parlare di raffronti con il passato, specie con il caso Argentina che dista 10 anni dall’attuale presente, però comincia a avere analogie con il nostro scenario e possibili conseguenze negative per il nostro Paese, che per l’Europa stessa. Il debito argentino quando andò in default aveva un rapporto con il Pil del 138%, noi ormai siamo oltre il 120%, quindi cominciamo ad avvicinarci… Oltre alla problematica legata al debito argentino, non dimentichiamo le preoccupazioni legate allo scenario argentino, non del debito, ma della sudamericanizzazione di un determinato Stato,

Default prossimo venturo? (espandi | comprimi)

Il Paese dal punto di vista finanziario è oppresso da 82 miliardi di euro di interessi (annui, ndr), di oneri sul debito, un debito pregresso costituito di due parti: 2/3 a medio – lungo termine, 1/3 a breve termine, se andiamo a vedere chi detiene il debito,

La deindustrializzazione dell'Italia (espandi | comprimi)

Quello che stiamo pagando adesso, in termini di diminuzione della produttività industriale, non è altro che l'effetto collaterale di scelte industriali assolutamente scellerate, in Italia quanto la destra, quanto la sinistra, passando per il centro, hanno abbracciato la scelta della progressiva deindustrializzazione, aiutando imprenditori e grandi industriali a chiudere gli stabilimenti d’Italia e aprirli altrove, fuori frontiera, o addirittura fuori Comunità Europea, consentendo il famoso "ponte commerciale" che conosciamo tutti che crea sperequazioni economiche,


Grazie a tutti, buon proseguimento e alla prossima!

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Postato il 5 Febbraio 2010 alle 16:37 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Chaos Economy, default, Eugenio Benetazzo, Grecia, Italia, PIGS, Portogallo, Spagna

Luigi de Magistris e le truffe alla UE

La fine delle truffe all'Unione Europea - Luigi de Magistris
(7:04)
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Luigi de Magistris ha dovuto lasciare la magistratura per le indagini che stava conducendo sugli intrecci tra criminalità e politica. E' stato eletto in Europa con il più alto numero di preferenze da chi, grazie alla Rete, conosceva la sua storia. Ora è Presidente della Commissione di controllo del Bilancio dell’Unione Europea. Una carica molto importante dalla quale può mettere fine allo spreco degli investimenti europei in Italia. Forse, per il Sistema, per l'Antistato, era meglio lasciare che concludesse le sue inchieste. Chi segue il blog ha contribuito in modo determinante alla sua elezione e ha diritto a un'informazione sulle sue attività. Luigi de Magistris è un nostro dipendente all'estero in missione speciale. I suoi risultati saranno riportati con cadenza regolare sul blog. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Intervista a Luigi de Magistris:

Blog: Luigi de Magistris, da Presidente della Commissione di controllo del Bilancio dell’Unione Europea, quale è il contributo per una corretta destinazione delle risorse dei contribuenti europei?

Luigi de Magistris: tante cose: stiamo lavorando affinché i finanziamenti pubblici non finiscano più nelle tasche dei predatori delle risorse pubbliche, ossia di coloro che hanno preso i soldi, li hanno dati ai politici corrotti, a imprenditori che se li sono messi in tasca e dei professionisti loro amici, che hanno portato i soldi all’estero con le fiduciarie e che poi sono tornati anche nelle tasche dei partiti. Stiamo lavorando soprattutto per rafforzare il contrasto alle frodi attraverso un migliore funzionamento dell’Olaf, l’ufficio antifrode, abbiamo contatti diretti con la Commissione Europea affinché accresca la sua capacità di controllo preventivo e successivo, i segnali sono molto forti: faremo quattro missioni molto importanti in Grecia, Ungheria, Croazia e Italia dove andremo in Lombardia per verificare l’Expo, in Abruzzo per i fondi del terremoto e in Campania e in Calabria, due tra le regioni dove ci sono state le principali forme di massacro delle risorse pubbliche e delle risorse comunitarie. L’Italia è ancora maglia nera da questo punto di vista, però stiamo portando avanti discorsi importanti che renderanno più efficace il contrasto, anche attraverso l’entrata in vigore, speriamo nel più breve tempo possibile, della Procura Europea, cioè del Pubblico Ministero europeo, sul quale sto lavorando anch’io, farò un grosso evento a maggio probabilmente a Roma, perché il Pubblico Ministero europeo si dovrà occupare, tra l’altro, di riciclaggio del denaro sporco, di lotta al terrorismo, di lotta alle mafie, di lotta alle corruzioni, di lotte alle truffe all’Unione Europea.

Blog: Una delle parole che lei ha usato spesso nel denunciare il malaffare che ha scoperto in Calabria era il drenaggio delle risorse comunitarie, che avveniva con strumenti apparentemente legali, quali la costituzione di società e i progetti con la connivenza degli amministratori regionali: è una dinamica che si è riscontrata anche in altri contesti dell’Unione Europea, o tutta italiana?

Luigi de Magistris: E' un sistema criminale in cui l’Italia eccelle, c’è un laboratorio criminale, o politico /criminale, politico /economico /criminale, come lo vogliamo chiamare, che opera non solo non nel Sud Italia, ma anche al Centro Nord. Questo si riscontra anche in altri Paesi: si stanno accertando fatti molto seri nei Paesi dell’ex blocco sovietico, mi riferisco in particolare alla Bulgaria, ma non solo, altri casi gravi sono stati riscontrati in Spagna, nella stessa Inghilterra, si fanno verifiche molto significative nello stesso Belgio, nelle istituzioni europee. Per esempio, la Corte dei Conti ci segnala violazioni gravi in materia di appalti, anche con riferimento agli edifici pubblici europei. Il problema della corruzione non è solamente italiano, ma è una emergenza europea e su questo sto cercando di dare - i primi segnali sono molto buoni - indicazioni e direttive molto precise alla Commissione che presiedo, in virtù della mia pregressa esperienza di magistrato, in cui mi occupavo di queste cose.

Blog: Significa che, se c’è bisogno di un Procuratore europeo, si ammette la scarsa indipendenza di chi lavora sul campo, o le difficoltà e le pressioni che riceve dal potere politico?

Luigi de Magistris: No, il discorso è che ormai il crimine organizzato, le corruzioni, queste metodologie criminali superano i confini nazionali e non è più sufficiente l’intervento delle sole magistrature nazionali, anche perché accade che alcuni Paesi, come l’Italia, rendono sempre più difficili gli accertamenti di cooperazione con gli altri Paesi: basta vedere la vergogna dello Scudo Fiscale, che introduce il riciclaggio di Stato facendo rientrare denari illeciti dall’estero nel nostro Paese, il Pubblico Ministero Europeo consente di investigare su alcuni crimini a livello europeo. Certo, è importantissimo - e su questo stiamo lavorando, proprio per questo c’è un impegno legislativo, culturale e politico affinché - che il Pubblico Ministero Europeo sia indipendente, cioè che il Pubblico Ministero Europeo non dipenda dai governi, non dipenda dalla Commissione e non dipenda dal Parlamento, ma sia un Pubblico Ministero autonomo e indipendente che dia garanzie assolute nel controllo della legalità a 360°.

Blog: Prima di diventare parlamentare europeo lei andò in visita proprio al Parlamento europeo e denunciò la situazione calabrese, ci fu uno sbigottimento quasi totale di molti suoi colleghi stranieri. Oggi c’è più consapevolezza del dramma italiano?

Luigi de Magistris: Ci andai nel novembre del 2007 con Beppe Grillo e Marco Travaglio: fu un incontro molto interessante. Adesso ho solo portato la mia esperienza, sto facendo comprendere come quei temi, di cui parlai all’epoca in un incontro che durò tre ore, con il lavoro quotidiano politico, istituzionale e formale. Sto portando elementi, documenti e il fatto che le mafie siano un’emergenza europea, mondiale, che, attraverso le frodi europee, si sia creato un sistema criminale che mette insieme politici, imprenditori, professionisti e la mafia dei colletti bianchi. In Europa c’è una grande sensibilità su questi temi, io sono convinto che dall’Europa verrà un forte segnale di cambiamento, perché ce lo chiede la popolazione, i cittadini dell’Unione Europea chiedono un sempre maggiore contrasto alle frodi e alla corruzione, perché si tratta, in fin dei conti, dei denari di tutti i contribuenti dei 27 Paesi dell’Unione Europea. Cerco di comunicare anche sul blog, www.luigidemagistris.it. Credo che siano fondamentali la comunicazione e l’informazione, l’ho detto anche in campagna elettorale; dobbiamo raccontare a tutti i cittadini non solo italiani il nostro lavoro che in modo trasparente, anche per avere contributi: a me piace molto spiegare quello che sto facendo, ma anche ricevere un contributo da parte dei cittadini, perché non sono un tuttologo e avere dei suggerimenti per me è molto importante.

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Postato il 4 Febbraio 2010 alle 16:01 in | Scrivi | listen_it_it.gifAscolta
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Tags: Beppe Grillo, Luigi de Magistris, Marco Travaglio, truffe europee, UE

Tutti i post del mese di Febbraio 2010

8 Febbraio 2010

I PIGS sono sempre gli altri


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figura FT 8/2/2010

La Grecia è famosa per il Partenone, per le sue isole e per l'evasione fiscale, in questo accomunata all'Italia. Stessa tassa (evasa), stessa faccia. La Grecia è la malata d'Europa, l'Italia, secondo i nostri baldi giornalisti economici, è invece in ottima salute. Non è un maiale, uno dei PIGS, come altri Paesi a rischio. Non si spiega allora la nostra prima posizione assoluta in Europa a fine 2009 nel rapporto tra debito e PIL. Stacchiamo la Grecia di un'incollatura, ma doppiamo Portogallo, Irlanda e Spagna. Per evitare il default Tremorti deve collocare centinaia di miliardi di euro di debito a interessi zerovirgola o zero, nel 2010 circa 450 miliardi. Ma chi li comprerà? E a quali condizioni?

8 Febbraio 2010

Il Commento:
A Milano la mafia non esiste

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A Milano la mafia non esiste. Lo ha detto Mortizia Moratti e bisogna crederle sulla parola. L'organizzazione "Sos Racket e Usura" chiude i battenti nell'indifferenza delle autorità. Il fondatore Frediano Manzi ha subito tre attentati: l'incendio di un furgone, spari contro il negozio e una bomba carta, preceduti da centinaia di telefonate di minaccia.
""Milano. Troppe minacce, si scioglie "Sos Racket". Manzi: "Palazzo Marino non ci appoggia". Dopo 13 anni di attività e l’ennesima intimidazione il presidente di Sos racket e usura ha deciso di mollare. "Non è paura della criminalità organizzata dice, ma una resa per il silenzio da parte delle nostre Istituzioni"". Milano, la città di Berlusconi, Maroni, La Russa, vede la chiusura di una associazione che combatte contro la criminalità. Alla faccia di chi dice che a Milano e in Lombardia non c'è la criminalità organizzata."Carlo Carli



La Settimana - Vol. 5 N°4

La Settimana
GavaVenezia.it

Montezemolo ha detto: "Da quando ci sono io, mai avuto un soldo dallo Stato". Ma allora la Fiat i soldi da chi li ha presi in tutti questi decenni? La cassa integrazione, quando la Fiat aveva i bilanci in perdita, chi l'ha pagata?...


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