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Prodi ha dichiarato che non disarmerà Hezbollah. La Rice ha spiegato che il compito spetta all’esercito libanese. Chirac voleva inviare Zidane come forza di interposizione, ma ha ripiegato su un contingente di 200 uomini. La Germania darà solo un appoggio navale, nel senso che starà al largo.
Hezbollah fa paura. Israele ha cercato di disarmarlo, ma poi ha desistito e nessuno si è più fatto avanti. Bush figlio in realtà voleva farlo. Quando c’è una guerra non si tira mai indietro. Ma Bush padre è intervenuto e non se ne è fatto più niente. Hezbollah è presente nel parlamento libanese con propri deputati. Il suo esercito è ritenuto legittimo da quasi tutti i libanesi e da molti Paesi musulmani.
E allora l’Onu e l’Italia cosa faranno? Hezbollah non disarma spontaneamente. Le soluzioni non sono molte. Ma il genio italico viene sempre in aiuto. Potremmo chiedere a Mastella da Ceppaloni un suo alto intervento all’Onu. Per introdurre l’indulto anche per Hezbollah. Un idultollah. Gli hezbollah che hanno combattuto contro Israele negli ultimi tre anni potranno essere indultati e tenersi le armi. E per quelli che comunque combatteranno durante la presenza dell’Onu si potrà avviare un bel condono di guerra. L’induttolah e il condono di guerra, un contributo italiano all’Onu, nel segno della nostra invidiata tradizione giudiziaria.

Ps: Chi vende le armi a Hezbollah, all’Iran, a Israele, a tutte le nazioni coinvolte nella guerra senza fine in Medio Oriente? Perchè non disarmiamo le industrie delle armi prima degli hezbollah?