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Si dice che il presidente Bush sia immerso in questi giorni nella lettura del libro “The Great Influenza” che descrive l’influenza spagnola che fece decine di milioni di morti all’inizio del secolo scorso. E che lo legga per prepararsi ai possibili effetti dell’influenza aviaria, detta anche H5N1.

Si sa invece per certo che il contagio ha raggiunto alcune zone della ex Unione Sovietica e che il suo arrivo in Europa è solo questione di settimane.

L’Olanda ha vietato pochi giorni fa l’allevamento di pollame all’aperto per diminuire le possibilità di contagio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) avverte che la capacità di produzione del vaccino è limitata e non potrà in nessun caso impedire una pandemia.

Stime pessimistiche dicono che, se si verificasse il passaggio del virus da persona a persona, oltre che da animale a persona, potrebbero morire fino a 400 milioni di esseri umani in pochi mesi.

Dopo queste poco rassicuranti notizie, mi sono tirato un po’ su con le dichiarazioni del Governo e della Fedagri-Confcooperative

Storace, ministro della Sanità, “l’Italia è il primo Paese della UE ad aver messo in campo le misure necessarie per contrastare la diffusione del virus H5N1”

Cesare Cursi, sottosegretario alla Salute, “l’Italia non importa pollame dai Paesi dell’ex-Urss perché abbiamo piena autosufficienza in questo settore e che sarebbe preoccupante sopravvalutare il pericolo di una pandemia in Italia”

Paolo Bruni, presidente Fedagri-Confcooperative, “il rischio derivante dalle importazioni di carni avicole non esiste in quanto è in vigore il blocco totale dell’importazione di carni vive e financo delle piume”.

I dinosauri, specie più evoluta di noi, si sono estinti a causa di un meteorite. Noi non avremo neppure questa soddisfazione. Ci estingueremo a causa di una piuma di un galletto russo. Mentre uno storace qualunque ci rassicurerà che tutto è sotto controllo.

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