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In questi giorni il gruppo l’Espresso, di proprietà di un editore con residenza in Svizzera a Saint Moritz, sta infamando in tutti i modi il M5S grazie a giornali delle edizioni locali (per chi non lo sapesse quasi tutte le testate locali dal Tirreno alla Provincia Pavese appartengono alla Repubblica) insinuando che i soldi del fondo del Microcredito provengano dallo Stato e non dalle tasche dei parlamentari del M5S che si decurtano spontaneamente lo stipendio, non imitati in questo da nessun altro gruppo politico, incluso il Pd. Questa la rettifica chiesta ufficialmente dal M5S:
“Egregi signori e Egregi Direttori Responsabili e Spettabile Gruppo Editoriale,
nell’interesse del M5S e dei propri componenti dei Gruppi Parlamentari Camera e Senato, comunichiamo quanto segue.
Il 7 marzo 2015 e’ stato pubblicato dalla testata giornalistica on line La Nuova – La Nuova Sardegna – Edizione Sassari, dalla testata giornalistica on line Il Tirreno – Edizione Toscana e dalla testata giornalistica Provincia Pavese un articolo a firma della giornalista Cristina Cucciniello dal seguente titolo letterale: “Il prestito “5 stelle”? No, e’ del Ministero”. Nel testo si legge altresì che: “in realtà è i soldi e l’iniziativa sono del ministero per lo sviluppo economico”. Tale articolo presumibilmente sarà apparso, ripreso o distribuito in tutte le edizioni giornalistiche locali del Vostro Gruppo (Gazzetta di Reggio, il Tirreno, la Provincia, La Nuova, Il Piccolo, Alto Adige, Messaggero Veneto, il Mattino, la Città, ecc.).
Il predetto titolo ed il suo contenuto sono evidentemente contrastanti con la verità dei fatti, ingannevole per i lettori e gravemente lesivo dei diritti (reputazione, decoro, immagine, credibilità, ecc.) del MoVimento 5 Stelle.
Osserviamo, infatti, come il Fondo per le PMI, giacente presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, è stato integrato ed incrementato di circa 10 Milioni di euro grazie al versamento di parte degli stipendi e delle indennità ricevute da parte dei Parlamentari del M5S. Il denaro restituito dai Parlamentari, dunque, è personale. Già entrato nella titolarità, nella disponibilità giuridica e nel patrimonio di ogni singolo Parlamentare e restituito spontaneamente. Quanto precede è stato addirittura confermato anche dallo stesso Ministero per lo Sviluppo economico come si evince dal comunicato ufficiale che invitiamo a pubblicare anche quale rettifica richiesta.
Affermare, pertanto, che i soldi sono del Ministero, espressione che induce anche a ritenere che sono “solo” del Ministero, non è una affermazione vera e, in ogni caso, non rappresenta fedelmente la verità dei fatti, considerato che omette di informare i lettori circa la costituzione reale e l’origine del fondo. Analogo discorso valga per l’iniziativa, anch’essa gestita e promossa dal M5S. Ed infatti, ricordiamo, come la possibilità di prevedere un incremento del fondo destinato alla microimprenditorialità attraverso contributi volontari è avvenuto grazie all’emendamento del M5S approvato al Senato e di seguito letteralmente riportato:
IL TESTO DELL’EMENDAMENTO M5S SUL FINANZIAMENTO AL MICROCREDITO ALLE PMI APPROVATO: dopo il comma 5 bis aggiungere il seguente: 5 ter al fondo di garanzia a favore delle piccole e medie imprese di cui all’articolo 2 comma 100 lett a della legge 23 dicembre 1996 n. 662 e successive modifiche ed integrazioni possono affluire previa assegnazione all’entrata del bilancio dello stato contributi su base volontaria per essere destinati alla alla microimprenditorialità ai sensi e secondo le modalità di cui all’art 39 comma 7 bis del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 convertito con modificazioni dalla legge 2 dicembre 2011 n. 214 con decreto del ministero dell’Economia e delle finanze da emanare entro 90 gg dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge sono definite le modalità di attuazione del presente comma nonché le modalità di contribuzione da parte di enti associazioni società o singoli cittadini al predetto fondo di garanzia di cui all’articolo 2 comma 100 lett a della legge 662 del 1996“.
In considerazione di quanto sopra, dunque, ed ai sensi e per gli effetti di cui alla Legge 47/48 e delle norme deontologiche e giornalistiche, chiediamo una immediata rettifica sia del titolo che del contenuto dell’articolo suddetto, da effettuare su tutte le testate giornalistiche on line locali ove è apparso l’articolo anche mediante la pubblicazione della nota stampa del Ministero per lo Sviluppo Economico e con invito a fornirci conferma mediante la trasmissione dell’avvenuta rettifica pubblicata.
In difetto di quanto sopra, dovremmo tutelarci nelle opportuni sedi, riservandoci la richiesta dei danni subiti.”

P.S. Si ricorda la data limite per inviare la richiesta di certificazione delle liste civiche il 15 marzo per essere sicuri di poter ricevere la certificazione per tempo. Le indicazioni su questa pagina.
Alle liste ancora in formazione si ricorda che non possono utilizzare il logo fino a certificazione ricevuta, né possono inviare comunicati agli organi di stampa qualificandosi come lista del Movimento 5 Stelle o facendo annunci pubblici di primarie per conto del MoVimento 5 Stelle.
Agli organi della stampa si ricorda che esiste questa pagina dove poter vedere se una lista è certificata

PPS: Leandro Bracco, consigliere regionale in Abruzzo eletto nelle file del MoVimento 5 Stelle, è sospeso dal M5S

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