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“Oggi scrivo a nome mio e di mio marito, i genitori di isabella. Tralascio volutamente quel retrogusto un po’ ironico che normalmente uso per raccontarvi della mia bambina, perché stamattina non ho proprio voglia di ridere. Ieri sera c’è stata una riunione di condominio per approvare la spesa di 11.400 euro per ampliare la cabina ascensore del nostro civico, per permettere a Isabella di entrare con la sedia a rotelle, adesso infatti si fa molta fatica perché le sedie posturali come quelle della mia principessa sono piuttosto ingombranti. Io non sono potuta intervenire perché sono convalescente da un intervento all’addome, per cui è andato solo M., mio marito. Doveva essere poco più che una formalità… Ebbene amici, lo sapete? Non è stato approvato… hanno votato NO. Ce lo dobbiamo pagare noi, visto che l’alternativa è murare mia figlia in casa. Le obiezioni sollevate sono state molteplici: “Ma perché vi siete presi una sedia così grande?”, “Ma se poi la bambina campa fino a 20 anni che facciamo, la dovremo rifare ancora?”, “Ma perché allora non rifacciamo anche la cabina del mio civico, così posso portare a casa la motocarrozzella elettrica?”, “Ma perché non se lo pagano solo quelli del civico 31? In fin dei conti sono problemi loro” (in particolare questa domanda è stata posta da una persona che ho sempre ritenuto amica, alla quale stavo per affidare i miei figli in qualità di capo scout, che ha frequentato casa mia, a cui ho sempre voluto bene). Magari molti di loro vanno in chiesa, in moschea, in sinagoga, al tempio, alla casa del popolo. Avessero avuto il coraggio di guardare in faccia mio marito e dire: “guarda mi dispiace non ho i soldi…” avremmo capito, noi non fabbrichiamo le banconote dal 100 la mattina dopo il caffè, ma attaccarsi a queste stupidaggini ci ha fatto molto male. Siamo feriti nel profondo del cuore (mio marito anche alla mano, visto che alla fine ha perso le staffe e ha dato un pugno all’armadio), non tanto per il fatto in sé quanto per come è andata. Non ci aspettavamo tanta piccolezza, soprattutto perché l’intervento era a favore di una creatura innocente che non ha mai fatto uno sgarbo a nessuno, che se sta bene regala sorrisi a tutti, che sta pagando un prezzo altissimo per una colpa non sua. Il lavoro verrà fatto comunque, a spese nostre. Io sarei tentata di augurare a chi si è opposto di trovarsi nella nostra stessa situazione, ma so il dolore lacerante che provoca avere un figlio gravemente malato, e non lo auguro al mio peggior nemico. Isabella non lo farebbe”.
La mamma di Isabella (da una segnalazione pervenuta al blog)