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La responsabile per la Società dell’Informazione e Media della Commissione Europea Viviane Reding ha rilasciato un’intervista al blog. L’Italia è sempre fanalino di coda, in compenso Levi vuole mettere la mordacchia alla Rete e Gentiloni regalare il WiMax alle società telefoniche. Il blog, invece, ha raccolto più di 100.000 firme per escluderle e per non mantenere una situazione di monopolio. Le invierò presto all’attenzione di Viviane Reding. Le Authority nazionali, a partire dalla nostra, vanno abolite e sostituite con una sola Authority europea.
Chi volesse scrivere a Viviane Reding denunciando la situazione italiana può farlo inviando una mail a: [email protected]

Testo:

“La situazione italiana è molto chiara: in Europa il tasso medio di penetrazione della connettività è del 18%. l’Italia si attesta intorno al 17%, quindi sotto la media europea, ed è del 20% sotto il dato migliore. Credo che l’Italia possa davvero fare meglio, ma c’è qualcosa di più preoccupante, cioè la copertura dell’accesso.
Guardiamo le persone che vivono nelle città: hanno accesso alla banda larga. Ma appena si esce dalle città le persone non hanno alcun accesso alla Rete. Sono ciò che chiamo “macchie bianche”, sulla mappa. Abbiamo troppe macchie bianche ed è una situazione che va cambiata perché credo che tutti abbiamo diritto all’accesso alla banda larga in una società che voglia svilupparsi in modo omogeneo.
Nel mondo, i quattro migliori Paesi per tasso di penetrazione della connettività sono europei, mi riferisco a Danimarca, Olanda, Finlandia e Svezia. Bene. Ma abbiamo una coda orribile, con tassi bassissimi e questo, ovviamente, abbassa la media al 18%, quando i player migliori hanno un tasso del 20% più alto e la differenza con i peggiori è del 30%.
E’ evidente che nei Paesi dove il tasso è alto c’è concorrenza nel mercato. La concorrenza porta investimenti, innovazione e ciò permette l’accesso prima di tutto agli enti pubblici, cittadini anche a prezzi accettabili. Quindi, il punto centrale è investire in concorrenza e innovazione che spingono in basso i prezzo e l’accesso verso l’alto. Questo è il motivo per cui devo promuovere le riforme in favore della concorrenza, che è il cuore dello sviluppo.
Più offerte ci sono meglio è. Credo che tutte le tecnologie vadano usate perchè sono complementari. Infatti, non è molto economico portare la fibra ottica in un paese di montagna, ma si può usare il WiMax, è logico. Anch’esso dovrebbe essere introdotto con la competizione tra differenti aziende e la migliore dovrebbe fornire il servizio. Ma fornire il servizio è la cosa importante, non come viene introdotto. Io sono contraria a tutti i monopoli perchè non portano concorrenza. Se non c’è concorrenza non c’è accesso, è chiaro. Se ci sono più provider i cittadini possono scegliere e i più informati possono scegliere l’offerta migliore.
Questo è il motivo per cui nella mia riforma è previsto l’obbligo per i provider di informare davvero i cittadini. La trasparenza è una regola fondamentale.
Non credo che ci sia conflitto di interessi. Credo solo che sia da incentivare la concorrenza. Alla gente non interessa chi gli fornisce la banda larga. L’unica cosa a cui è interessata è avere il servizio a un prezzo decente.
Non è importante il “brand”, non è importante l’operatore. E’ importante che sia fornito il servizio. E il modo migliore per farlo è in un mercato concorrenziale.
Se libero accesso significa gratuità, non sono d’accordo. Ma se vuol dire che si possa accedere liberamente all’informazione, questa è la grande battaglia che sto combattendo, in nome dell’Europa, alle Nazioni Unite in termini di Internet governance: ho spiegato con parole molto determinate che copiare le informazioni non è la strada che Internet deve intraprendere.
Crediamo che la creatività e le libertà individuali debbano potersi esprimere in Rete e questo è il motivo per cui crediamo in una Internet libera non solo in Europa ma a livello planetario. Questa è la ragione per cui insistiamo, e l’abbiamo fatto alla conferenza sulla Internet governance a Rio, nel dire che Internet, l’informazione, deve restare libera e senza ostacoli. Il Web 2.0 è la nostra risposta a coloro che cercano di impedire che le persone siano informate.
La mia opinione è che i blog debbano restare liberi, che la creatività e l’espressività dei blogger non siano limitate.
Ovviamente i blog non possono essere criminali, lasciatemelo dire molto chiaramente – non credo che nessuno voglia aiutare i blog criminali – ma a parte questo i blog devono restare aperti, dovrebbero …, devono dare alla gente la libertà di esprimersi, di dire quello che vogliono, di criticare i politici se lo vogliono. Credo che noi dovremmo imparare a (comprendere) le critiche sui blog. Io amo i blog, sono un ottimo strumento di libertà di espressione.” Viviane Reding

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Scarica "La Settimana" N°47-vol2
del 25 novembre 2007