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I consiglieri regionali “inconsapevoli” della Valle d’Aosta.

“Nei bar e per le vie di Aosta oggi la frase ricorrente pronunciata da i cittadini è: “Che schifo!” La stessa che senti ripetere negli uffici, al mercato e in qualsiasi luogo di ritrovo. Dopo le 24 assoluzioni dei politici regionali coinvolti nell’inchiesta per le spese pazze con i fondi dei Gruppi consiliari, con accuse che vanno dal finanziamento illecito ai partiti al peculato, non potrebbe essere diversamente. Esiste, certo, una verità processuale: quella che deriva dalla sentenza che dovrebbe essere emessa applicando le leggi esistenti, giuste o ingiuste che siano, sottoposta alla saggezza del giudice che è chiamato a rispettarle. Questa verità deve essere rispettata qualunque sia l’esito del giudizio.
Esiste poi una verità dei fatti: questa riguarda valutazioni di tipo etico, vale a dire quel concetto di sensibilità morale e di legalità che risiede nelle coscienze di ciascuno di noi cittadini chiamati tutti i giorni a pagare le tasse, a rispettare i doveri e a faticare per vedere riconosciuti i nostri diritti.
Di queste spese pazze i migliori interpreti sono i consiglieri e collaboratori del PD e del PDL e a seguire della Fédération Autonomiste ora assorbita parzialmente dall’Union Valdotaine. E allora ecco i consiglieri del PD a fare i grandi con i soldi pubblici non solo con cene, acquisto di grolle e coppe dell’amicizia, cesti con prodotti tipici alimentari, regali natalizi. Spiccano, infatti, le mimose acquistate in occasione dell’ 8 marzo per la festa della donna, i buoni da dare in premio ai vincitori delle tappe del Grand Prix di Belote (gioco di carte tipico), oppure il soggiorno in Valle d’Aosta pagato di 44 persone in occasione dell’evento “Calabria in Festa” presso un residence di Sarre. E non vogliamo dimenticarci i 220 kg di carne acquistati per la Festa della Capra sempre in occasione della manifestazione “Calabria in Festa“, l’acquisto di un vaso di cristallo per 300 euro presso una nota oreficeria come regalo di matrimonio di tale Michele, i banners pubblicitari di un candidato alle elezioni europee.
E come tralasciare infine le spese per le bibite acquistate nell’agosto del 2010 in occasione della festa denominata “Anguriata democratica“. Democratici sempre! Questa è la parola d’ordine.
Passando al PDL in cui troviamo 225.400 euro contestati. Qui pranzi e cene la fanno da padrone. Ma anche biglietti aerei per i familiari, prestiti ad amici titolari di attività commerciali, acquisto di gioielli in acciaio e in argento presso nota oreficeria locale, acquisti di targhe in alluminio, pagamenti ad un avvocato per spese riguardanti un familiare.
Per poi passare alle perle di alcuni consiglieri della lista locale Fédération Autonomiste.
In questo caso si sfiora l’incredibile. La somma contestata è di 78.600 euro prelevati in contanti con cadenza mensile da parte di un consigliere che, come si legge dagli atti processuali “della quale non ha saputo fornire alcuna giustificazione” e un totale di trasferimenti al giornale locale del partito di 55.900 euro.
Il significato della sentenza è stupefacente: i consiglieri e gli altri indagati spendevano senza avere la consapevolezza di compiere delle irregolarità. Il sistema politico, a volte ruba, e quello burocratico, a volte, tiene il sacco. Nessuno chiederà scusa a nessuno per quanto è successo come sempre accade.
Quando le leggi sono fatte per proteggere i politici e castigare i cittadini tuttavia si può ancora parlare di democrazia?” Stefano Ferrero, portavoce regionale M5S Valle d’Aosta