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Questa è la terza e ultima puntata sulla partita che si gioca sulle antenne della RAI controllate tramite RaiWay. Si parla del futuro della televisione (pubblica e privata) e della banda ultra-larga. Andrea Cioffi, capogruppo M5S al Senato, racconta gli interessi e le parti in gioco. Leggi la prima e la seconda puntata.

“Un restante 5-6% di Telefonica è stato trasformato in un convertendo per il quale non valgono le leggi di comunicazione (segnalare una partecipazione oltre il 2%) alla Consob. In sostanza non si sa chi può rilevarlo o averlo già rilevato. Magari Berlusconi? Perché no? D’altronde Berlusconi ha venduto proprio a Telefonica la sua quota in Digital Plus per 365 milioni e ora l’11% di Mediaset Premium per altri 100 milioni. In quell’occasione Mediaset dichiarò che quello era l’inizio di “un’importante alleanza tra Mediaset e Telefonica per prossime collaborazioni nelle rispettive attività pay in termini di tecnologia, know how e contenuti”. Nel frattempo Mediaset porta avanti con Telecom Italia un altro tavolo di trattativa: quello per far viaggiare Mediaset Premium sulla fibra ottica del gruppo telefonico.
Il convertendo nel luglio 2017 puo essere convertito in azioni Telecom Italia per un controvalore stimato di 750 mil di euro e pari ad una partecipazione azionaria del 6,5%. E se Mediaset avesse utilizzato i 500 milioni ricavati dalla vendita a Telefonica per acquisire una parte del convertendo? Nel 2017 si ritroverebbe azionista di peso di Telecom Italia.
Del resto, oltre a Telecom Italia, chi dovrebbe davvero aver paura di una rete pubblica in fibra se non Mediaset? Se poi Mediaset è già azionista di Telecom può solo avere doppiamente paura.
Come si colloca in tutto ciò il progetto di acquisizione delle torri di Raiway? Potrebbe anche essere una mera azione di disturbo per distogliere l’attenzione dall’altra partita.
Il 5 marzo abbiamo ascoltato in Senato il Presidente di Rayway, Rossotto. Ha detto che l’OPAS fatta da EI Towers (Mediaset) è un operazione anomala in quanto RaiWay non è scalabile. Inoltre RayWay (e quindi lo Stato) a causa dell’OPAS in corso, ha subito il blocco della possibilità di acquisizione. Ciò significa che non ha potuto partecipare alla gara per comprare le torri Wind che sono andate alla spagnola Abertis e che non potrà partecipare (fino al termine dell’OPAS che dovrebbe scadere il 26 giugno) alla gara per l’acquisizione delle torri di Telecom Italia.
Potrebbe questa essere stata un’azione di disturbo da parte di Mediaset per impedire che Ray way diventasse più forte?
Oggi, e di sicuro nel prossimo domani, la TV transiterà sulle reti dati. In fibra per le postazioni fisse (abitazioni) e attraverso le torri dei cellulari per la mobilità.
Avere le torri TV è utile anche per gestire la fase transitoria. Finché I 65enni di oggi non smetteranno di guardare la televisione tradizionale, le TV generaliste continueranno ad avere un peso. In sostanza per prossimi 10-15 anni. Il tempo per far costruire a Telecom la rete in fibra su una cospicua parte della popolazione e passare alla convergenza dei mezzi.
Infine una singolarità. Martedì 3 febbraio Renzi è da Vespa a Porta a Porta. Verso il minuto 62 Vespa chiede a Renzi che ne pensa del fatto che Mediaset potrebbe comprare Telecom Italia. Risposta: sono due aziende private facciano quello che vogliono.
A parte che l’anomalia di una domanda del genere (tecnica e industriale) in una puntata tutta politica… la risposta era sbagliata perché il presidente del consiglio avrebbe dovuto dire che dipende dall’antitrust perché si configurerebbe una concentrazione e quindi una posizione dominante. Non è che per caso era una specie di via libera a Silvio? Fa che il patto del nazzareno era questo in realtà? Ricordiamo Violante nel 1997 quando in aula alla camera disse che non si sarebbero toccate le televisioni?
Insomma in questa partita Mediaset potrebbe ritrovarsi ad essere player unico (o dominante) nel sistema infrastrutturale del futuro. Con il controllo delle antenne (Ti Tower + Rai Way) gestirebbe sia la TV digitale sia la trasmissione dati sulla banda 700 MHz; con l’ingresso in Telecom Italia avrebbe il controllo della rete in fibra ottica.
La partita che si gioca sul sistema infrastrutturale del domani (convergenza tra telefonia, internet e Tv) è in corso. Bisogna spacchettare un possibile monopolio privato prima che si concretizzi. Un monopolio naturale, come quello delle infrastrutture a servizio del sistema delle telecomunicazioni, non può che essere nelle mani dei cittadini.
Partiamo dalla rete per la banda ultralarga (fibra ottica) in mano pubblica. Il MoVimento 5 Stelle c’è! Toc toc… maggioranza ci sei?” Andrea Cioffi, capogruppo M5S Senato

P.S. Si ricorda la data limite per inviare la richiesta di certificazione delle liste civiche il 15 marzo per essere sicuri di poter ricevere la certificazione per tempo. Le indicazioni su questa pagina.
Alle liste ancora in formazione si ricorda che non possono utilizzare il logo fino a certificazione ricevuta, né possono inviare comunicati agli organi di stampa qualificandosi come lista del Movimento 5 Stelle o facendo annunci pubblici di primarie per conto del MoVimento 5 Stelle.
Agli organi della stampa si ricorda che esiste questa pagina dove poter vedere se una lista è certificata

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