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Molte famiglie italiane vivono sotto la soglia di povertà. Ma anche i poveri pagano le tasse. Ogni euro che versano è per loro un vero sacrificio. Lo Stato però li ripaga. Senza il loro contributo gente come Ferrara, Polito, Belpietro, Feltri non avrebbe potuto vivere come un pascià. I loro stipendi li devono a noi. La loro felicità è anche la nostra. Ci addolora solo che non ci dicano mai un grazie. Che questi dipendenti statali non pubblichino mai una notizia vera.

“Un’occhiata agli stipendi dei direttori: Gianluigi Paragone, direttore della Padania, 5.000 euro netti; Menichini, 4-5.000 euro netti; Padellaro, 9.000 euro netti («Le posso assicurare che la mia retribuzione è in linea con quello che prendevo all’Espresso e al Corriere della Sera».). Ferrara: «Massimo, quanto guadagno al Foglio io? 8.000 al mese. Non è una cosa eccezionale, no? Ma Padellaro vale meno di me, no? Ma mi sembra ovvio, è un signor nessuno, io sono Giuliano Ferrara, non so se ti rendi conto… ». Diaconale: «Io ne prendo di meno, molto di meno». Polito: «Purtroppo è così basso che non ci faccio una bella figura… 9.200 euro mensili». Feltri: «15.000 euro il mese». Belpietro: «9.000 euro al mese più un bonus»…” Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa

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del 10 Febbraio 2008