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Poste Italiane sta pianificando una riorganizzazione a livello nazionale che prevede la chiusura di centinaia di uffici postali in tutta Italia. Le chiusure si concentreranno in Toscana e Umbria (80 quelle previste), seguite da Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, mentre in Lombardia saranno chiusi 65 uffici, tra Piemonte, Liguria e Val d’Aosta altri 62 e 59 tra Emilia Romagna e Marche. Seguono Campania e Calabria, che avranno 43 sportelli in meno, e Lazio, Abruzzo e Sardegna, con 35 sedi in meno. Un riassetto che colpirà soprattutto la popolazione più anziana, che di fatto è quella più legata ai servizi postali tradizionali.

“Il caso che voglio presentarvi è quello delle poste, in particolare due riferimenti, quello delle poste statunitensi, US Postal Service, che spedivano 200 miliardi di lettere nel 2000, tredici anni dopo 160 miliardi di lettere, con però una perdita di 16 miliardi di dollari. Con questa tendenza è certa la scomparsa della posta cartacea negli Stati Uniti. In Canada hanno già anticipato questo fenomeno. Le poste canadesi hanno deciso di non inviare più lettere cartacee entro 5 anni, questa decisione comporta già un taglio di otto mila impiegati all’interno delle poste canadesi. Questo fenomeno è mondiale, ogni anno il 4% della posta tradizionale diminuisce e quindi vuole dire che chi è nel settore postale deve tenerne conto e deve ristrutturare i suoi costi e i suoi ricavi. Altrimenti si ritrova a non avere più un mercato di riferimento e neanche la società!”.
Gianroberto Casaleggio, Cernobbio – 6 settembre 2014