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Se doveste tagliare un Tribunale (un fatto insensato in un Paese che ha bisogno di velocizzare la macchina della Giustizia), da dove iniziereste? Da un comune il cui consiglio comunale è stato sciolto due volte per mafia? Da un tribunale situato nell’epicentro della ‘ndrangheta? Concentratevi! La risposta non è il tribunale di Montepulciano, né quello di Sulmona e tanto meno quello di Ivrea. Verrà chiuso infatti il tribunale di Lamezia Terme. Non siamo su “Scherzi a parte“, siamo in Italia!

Carissimo Beppe,
Le strategie della “spending review” sembrano non conoscere limiti. Nel mirino dei tagliatori di teste sono finiti i Tribunali, tra questi, il Tribunale di Lamezia Terme. In una legge dell’era Berlusconi, la 148/2011, che ha convertito la cosidetta “Manovra di Ferragosto”, il Governo ha delegato sé stesso (in modo vietato dalla Costituzione) attraverso un emendamento, su cui ha posto la fiducia, dal contenuto completamente diverso dal testo-base, perché venisse operata a mezzo decreto delegato la revisione delle circoscrizioni giudiziarie e la cancellazione di alcune sedi giudiziarie.
Stabiliti i criteri con i quali operare i tagli e subentrato il Governo Monti, il Tribunale di Lamezia Terme, il cui consiglio comunale è stato sciolto due volte per mafia, finiva nella lista nera, per il motivo di non essere in una sede capoluogo di provincia (nonostante Lamezia Terme sia, per numero di abitanti, la terza città della Calabria). Partivano le proteste di cittadini, avvocati, magistrati, cancellieri e personale tutto, ma il 30 maggio scorso vedeva la luce una bozza di decreto in cui si confermava la cancellazione mentre si salvavano altri tribunali più piccoli e con minor carico di lavoro ma, evidentemente, più “protetti” politicamente (a dispetto del governo tecnico).
Alla faccia della tutela dei diritti dei cittadini, delle parolone sulla vicinanza della pubblica amministrazione, della lotta alla criminalità. Il provvedimento, se sarà sciaguratamente realizzato, non porterà alcun risparmio di denaro pubblico perché il Tribunale di Lamezia Terme (che da anni è ospitato in una recente ed efficiente costruzione e vanta ottime performance di lavoro) finirà accorpato ad altre sedi giudiziarie che dovranno ampliare le proprie strutture e perché i costi di trasferimento saranno assai ingenti.
Quello che nessuno dice è che l’accorpamento del Tribunale di Lamezia Terme ad altra sede di tribunale (la più vicina dista 40 km) si trasformerà in una nuova tassa ad hoc per i cittadini di Lamezia Terme e dei comuni vicini che su questo tribunale gravano. Una tassa che si concretizzerà nel notevole incremento dei costi (e di giornate lavorative perse) per un certificato, per chiedere al proprio avvocato di controllare una pratica o partecipare ad una udienza, imporrà maggiori oneri di trasporto per i dipendenti, produrrà un incremento dei costi di notifica degli atti, priverà del lavoro impiegati, tecnici e tutti coloro che quotidianamente svolgono la propria attività in Tribunale. Insomma, ancora una volta, un prossimo decreto Severino si tradurrà (forse) in un modesto risparmio di denaro pubblico e in un notevole esborso di denaro privato a evidente danno di chi una nuova tassa non potrà permettersela e dovrà rinunciare al “servizio giustizia”! Oggi il Tribunale è occupato (cosa assolutamente unica nel suo genere) da addetti ai lavori e comuni cittadini in attesa del più volte annunciato sgombero della polizia. La protesta della cittadinanza è ai massimi livelli, ma la stampa nazionale è impegnata in altro per dar spazio alla notizia, l’unica speranza è il tuo blog. Un caro saluto.” Pino d’Ippolito
Per maggiori informazioni: www.illametino.it