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Cina e India sono arrivate tardi al banchetto del CO2, ma con un grande appetito. Ad avvelenare il pianeta ci hanno pensato finora Stati Uniti e Vecchia Europa. Cinesi e indiani hanno tutte le ragioni. Non si può tollerare che l’inquinamento e la distruzione dell’ambiente siano un copyright dell’Occidente. E’ una gara a chi lo ha più duro.
Le argomentazioni di Gao Guangsheng, direttore della Cina per il cambiamento climatico, sono condivisibili:
“La Cina usa il carbone non perchè lo ami, ma perchè è la risorsa di cui dispone”. Gao se la prende con l’Australia. Infatti se la Cina potesse produrre CO2 pro capite allo stesso livello. Venti milioni di australiani contro un miliardo e trecento milioni di cinesi. Potrebbe passare a 8.6 miliardi di tonnellate di CO2 da 1.3 miliardi attuali. E’palese. E’ un problema demografico. Ogni abitante del pianeta deve avere la sua quota di CO2 dalla nascita.
Secondo la International Energy Agency la Cina diventerà leader nelle emissioni di CO2 nel 2009. Superando gli Stati Uniti. Se ci arriverà. 16 delle 20 città più inquinate del mondo sono cinesi. 400.000 cinesi muoiono ogni anno per lo smog. Un quarto dei cinesi beve acqua inquinata.
Ci stiamo divorando il mondo. L’Occidente sta esportando l’inquinamento insieme alla produzione sotto costo. Detta spesso schiavitù. Più producono la Cina e l’India. Più esportano. Più aumenta il Pil e scendono i prezzi. E’ una corsa suicida.
I governi devono cambiare le loro priorità. Cancellare i ministeri dell’Ambiente. Che sono un corollario. Non contano mai niente. E istituire i ministeri dell’Umanità. Da cui dipendano tutti gli altri. Con potere di veto.
Una economia malata sta accelerando la sua crescita e la nostra distruzione. Sta barattando il Pil con il pianeta. I Paesi inquinatori, compreso il nostro, meritano un nuovo processo di Norimberga. Il giudice, che è anche il boia, esiste già. E’ la nostra Terra.