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Intervista a Matteo Olivieri su Iren
(20:42)

>>> Oggi, sabato 19 gennaio, sono a Lecce, Piazza Sant’Oronzo, alle 17 e a Taranto, Piazza Maria Immacolata, alle 21. Domani 20 gennaio, sarò a Matera, Piazza Vittorio Veneto, alle 17 e a Potenza, Piazza Prefettura, alle 21. Seguite le dirette su La Cosa! <<<

A Parma per i partiti grandina, ma c’è aria pulita, sempre più pulita, aria a 5 Stelle.

“Per il Pdl e Iren Spa è una settimana glaciale. Sotto la neve, sono stati arrestati con l’accusa di peculato e corruzione, il vicepresidente di Iren Spa e capogruppo in consiglio regionale dell’Emilia Romagna Pdl Luigi Villani, l’ex sindaco di Parma (in procinto di ricandidarsi per il Pdl) Pietro Vignali, Angelo Buzzi, presidente di Iren Emilia Spa ed editore del quotidiano locale Polis, e Andrea Costa ex presidente della partecipata del Comune di Parma STT.
Da mesi il Comune di Parma e la Giunta del sindaco Federico Pizzarotti chiedevano al vicepresidente di Iren, Vilani, di dimettersi. Da sette anni il comitato Corretta Gestione Rifiuti denunciava questi intrecci. In una seduta di commissione del 26 novembre 2012, il presidente del consiglio comunale di Parma Marco Vagnozzi aveva denunciato l’ “allegragestione in consulenze, pubblicità,sponsorizzazioni della partecipata del Comune STT. Il M5S di Reggio Emilia aveva chiesto a Villani con voto unanime del consiglio comunale di Reggio Emilia (socio di Iren Spa) del 31 gennaio 2011 di decidere se restare vicepresidente della società quotata in Borsa o consigliere regionale. Ora forse si comprendono le ragioni di tanto attaccamento a questo doppio incarico.
L’inchiesta è portata avanti dalla stessa Procura di Parma che ha chiesto, fino ad oggi vanamente, il blocco del cantiere ed ha ricorso in Cassazione per ottenerne il sequestro. Qualche giorno, fa l’amministrazione comunale di Parma, ha presentato nuovi ricorsi al TAR contro l’inceneritore e l’ affidamento di appalti. Quello che emerge dalle indagini, è un vero e proprio intreccio di potere, dove il denaro dei cittadini veniva utilizzato a fini meramente privatistici per la promozione della carriera e del potere di questi politici di professione. Il Comune di Parma con il sindaco Federico Pizzarotti si costituirà parte civile contro gli ex amministratori e dirigenti di Iren coinvolti. Per l’amministrazione a 5 Stelle con queste indagini “sta crollando una cupola“.
Qualche “pillola” di questo sistema di potere.
– La Guardia di Finanza ha sequestrato beni mobili e immobili (appartamenti, terreni, auto) per circa 3,5 milioni di euro. In particolare all’ex sindaco Vignali (Pdl) sono stati sequestrati beni per 1,9 mil di euro, all’ex presidente di STT Costa per 1,3 milioni, 163.000 euro a Buzzi e 98.000 euro a Villani. Vignali avrebbe cercato di occultare i suoi beni dopo lo scoppio della precedente inchiesta Green Money
– l’ex sindaco Vignali era chiamato “Papa“. La cooperativa Sws (già coinvolta nell’inchiesta Green Money 2) era il collettore di soldi provenienti da Enia/Iren Spa e da Infomobility (partecipata del Comune di Parma ). Per le spese della campagna elettorale di Vignali del 2007 (amministrative) è stato utilizzato denaro di Enia Spa e del Comune di Parma (600.000 euro tramite la coop. Sws)
– Dal 2007 al 2011 Enia Spa (diventata Iren) fattura 4,5 milioni a Sws “per prestazioni inesistenti“. Queste risorse erano finalizzate a favorire la promozione dell’immagine del sindaco Vignali.
– C’è stato il tentativo di interferire nelle indagini precedenti in corso, sollecitando interrogazioni parlamentari contro la Procura da parte del senatore Berselli del Pdl, coinvolgendo politici di livello nazionale come Gianni Letta, Angelino Alfano e l’avvocato Ghedini, l’avvocato di Berlusconi. Per arrivare a Berlusconi Vignali avrebbe anche contattato la reggiana Nadia Macrì
– Il quotidiano Polis Quotidiano che prima faceva opposizione alla Giunta Vignali ma in seguito fu oggetto di un accordo che modificò la sua linea editoriale. E’ stato cambiando il direttore. Il denaro a Polis proveniva dai cittadini, tramite Stt la partecipata del Comune tramite l’allora presidente Costa (98.000 euro). L’editore Buzzi in seguito a questa operazione è stato nominato consigliere di Iren Emilia Spa, partecipata di Iren dove è tutt’oggi presidente. Si provò anche ad acquisire il quotidiano l’Informazione di Parma ma l’operazione non andò in porto e la testata chiuse.
– E’ indagato per corruzione anche l’imprenditore Marco Rosi per la variazione “su misura” della normativa sui dehors (ndr. dehors in via Farini) e per aver fatto regali a Vignali attraverso il pagamento di hotel di lusso a Forte dei Marmi
-Indagato per pecularo anche l’ex direttore di Infomobility Carlo Iacovini (coinvolto nell’indagine Green Money)
– L’ex Presidente di ST Andrea Costa ha pagato con 19.000 euro pubblici di STT le analisi della qualità del suo vino delle aziende agricole in Piemonte e in Toscana di proprietà e dato soldi della partecipata Alfa all’ex presidente di Tep Tiziano Mauro
– Dalle intercettazioni è emerso che lo stesso Vignali, che aveva dato il via libera al progetto inceneritore da assessore all’ambiente nel 2007, nell’estate 2011 fece scattare un’ordinanza del blocco dei lavori del cantiere (che poi ripresero…). In questo modo Vignali sperava di aumentare il consenso in vista delle future elezioni amministrative. Il GIP che ha dato il via a questa inchiesta è lo stessa che ha chiesto il sequestro del cantiere e non certo per boutade elettorali
– Sempre in tema di rifiuti, nel 2007, Vignali era assessore all’ambiente del Comune di Parma e la cooperativa Sws aveva ricevuto l’incarico di consegnare nelle case dei parmigiani i bidoncini della raccolta differenziata. Le ragazze addette a questa distribuzione avevano ricevuto l’input di nominare per tre volte il nome di Vignali (che presto si sarebbe candidato a sindaco) mentre spiegavano le modalità con le quali tale raccolta doveva avvenire. Per l’elezione a sindaco sono stati distribuiti santini elettorali da dipendenti di Enia, con spese a carico di Enia
– In vista delle elezioni del 2007, il Comune a guida Pdl-Udc aveva siglato un contratto ad una persona perché postasse con denaro pubblico sui social network dei commenti favorevoli al sindaco Vignali attraverso dei profili (account) falsi, ovvero di persone che in realtà non esistevano.” Matteo Incerti