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Petizioni, leggi popolari, referendum, democracy, questa parola svuotata un po’ leggera. La parola è diventata un cracker, light. Abbiamo la democrazia light, svuotata di tutto, leggera, senza grassi, senza proteine, che ci salvaguardia la dieta. Siamo a dieta di democrazia. Questi strumenti che dovrebbero fare la differenza, leggi popolari, petizioni, referendum vengono messi nei cassetti, boicottati. Questo fatto di non unire le elezioni amministrative con il referendum vuole dire proprio spostarlo, metterci un quorum, portarlo in agosto. Vuole dire tentarle tutte per perdere soldi, tempo. Costeranno 300 milioni, cioè 5 Euro a cittadino. Quindi vi do un consiglio: quando incontrate un politico, chiedetegli 5 euro per questi referendum, che andranno male.
Noi ne abbiamo fatti di referendum, di leggi popolari. Li mettono nei cassetti, li nascondono. Gli abbiamo portato 350 mila firme e ce le hanno ancora in un cassetto, da 4 anni. Abbiamo proposto alcune regole: via i condannati dalle sedi istituzionali, massimo due legislature per ogni parlamentare, ripristinare il voto di preferenza. Sapete cosa hanno fatto: hanno nascosto tutti in un cassetto. Come il referendum che abbiamo fatto: 1.600.000 firme per non finanziare i giornali, per eliminare l’albo dei giornalisti, per togliere la legge Gasparri. (Leggi tutto)