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Anche i disoccupati non sono tutti uguali. Ci sono i disoccupati di serie A e i disoccupati semplici: quelli che possono morire di fame subito.
“Caro Beppe, sono una VISIONARIA! Da 17 giorni sto facendo lo sciopero della fame per poter incontrare il ministro del Lavoro e fargli presente che c’è un buco legislativo per quanto riguarda i disoccupati. Dal giugno 2008 non sono riuscita a trovare un lavoro per tirare avanti ed ho dovuto gravare sui miei genitori. In quanto over 45 non porto al datore di lavoro alcun sgravio fiscale non essendo né cassintegrata né in mobilità. Per noi “disoccupati semplici” c’è un calvario di 24 mesi per arrivare alla pari con quelli che io chiamo “disoccupati di serie A” (sempre che ci si arrivi). Ho scritto a tutte le cariche istituzionali ma solo il “mio” (in quanto veneta) Governatore Zaia mi ha dato retta “per così dire”. La scorsa settimana mi ha ricevuto il presidente della Provincia di Treviso promettendomi pubblicamente che avrebbe scritto a Sacconi (trevigiano come me!!!!) per chiedergli un incontro per me…e finora NULLA! Ho intenzione di fare anche lo sciopero della sete: so che è pericoloso, ma non so più come farmi sentire. All’inizio i media della provincia mi hanno supportata, ma ora sono passata in secondo piano dopo che il sindaco di Treviso Gobbo ha aperto un’interessantissima polemica sull’Inno di Mameli….Dammi un consiglio spassionato: continuo o mi dò per vinta? Devo mettere la mia salute nelle mani delle istituzioni o me ne frego come fanno tutti? (anche quelli nella mia situazione, che non hanno fatto nulla per appoggiare la mia protesta). Sono molto prostrata, sia fisicamente che moralmente: spero che almeno tu mi risponda. Grazie.” Ornella Masciotti