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Maroni è un buon sax, è anche ministro degli Interni, ma questo è un dettaglio per un leghista il 2 giugno, festa della Repubblica. Maroni era a Varese e non sul palco delle Istituzioni a Roma, ma questo si può capire. Presenziare con Napolitano, Berlusconi, Schifani, La Russa e Gianni Letta (lo zio di suo nipote) è al di sopra delle possibilità umane. Non si capisce invece la scelta di suonare a Varese “La gatta” di Gino Paoli al posto dell’Inno di Mameli. Un’idea del figlio di Bossi?
“C’era una volta una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
e una vecchia soffitta vicino al mare
con una finestra a un passo dal cielo blu
di Maroni Roberto”. luca a., roma