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La laguna di Vicenza
(09:34)

Le alluvioni non fanno più notizia, figuriamoci gli alluvionati. Per il Veneto sono stati stanziati 300 milioni di euro, nulla in confronto ai danni. Un’elemosina simbolica. I veneti hanno capito ancora una volta che per venirne fuori devono fare da soli. E lo stanno facendo. E’ l’ennesima conferma dell’assenza dello Stato e un’ulteriore spinta secessionista. Se l’Italia si dovesse sfasciare i veneti non se accorgeranno neppure, ritorneranno in poco tempo alla millenaria Repubblica di Venezia disfandosi di Italia e Padania in un colpo solo. Saranno i primi a staccarsi dal Paese.

“L’alluvione del Veneto è un disastro annunciato. Sono arrivato nelle zone alluvionate accompagnato da una debole pioggia che ha smesso di cadere al mio arrivo a Vicenza che, come molti altri centri abitati, è stata segnata dalla piena del fiume Bacchiglione che ha devastato il centro della città lasciando il segno del suo passaggio sui muri storici degli edifici. L’acqua e il fango sono penetrati nella vita quotidiana di un’intera comunità che ha reagito in modo esemplare senza piangersi addosso. Ho visto persone forti e determinate che si sono rimboccate le maniche e hanno tirato via il fango dalle loro case aiutandosi l’una con l’altra. Un esempio di altruismo e solidarietà che ancora esiste in questo Paese. I veneti non aspetteranno le promesse di un governo preso a risolvere le vicende di Mister.B e company. I veneti hanno deciso di uscire fuori dalle acque impetuose dell’alluvione con le loro mani e le forze. Il Bacchiglione è un fiume modesto che ha messo in ginocchio diversi paesi per colpa dell’uomo, per colpa del mancato rispetto per la natura. I corsi d’acqua hanno bisogno di spazio dove esondare. Troppe volte si costruisce senza tenere in considerazione la natura del territorio, ma solo il profitto economico di pochi. Prima di ripartire per Bologna sono stato scortato nei pressi dell’argine del fiume Bacchiglione, nel punto dove ha rotto gli argini. Dove, come sostiene qualcuno, l’uomo ha fatto esplodere i suoi argini che erano troppo vicini alle case, troppo vicino alla popolazione e alle loro attività. In quel punto il fiume è uscito inondando tutto in pochi minuti. Lascio il Veneto e questa splendida gente con la consapevolezza che è necessario un cambio di rotta per salvare il nostro Paese dall’autodistruzione.” Nikilnero