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Perché in Libia c’è la rivoluzione e in Italia no? La ragione è che i libici si informano in Rete e noi con la televisione.
“Sono un ragazzo di 18 anni, e ne farò 19 a inizio aprile. La settimana scorsa ho notato che il sito che uso da sempre per i test di velocità di connessione, www.speedtest.net, il più utilizzato a livello mondiale, ha introdotto un nuovo servizio: http://netindex.com/. Mentre scrivevo sono andato a riguardare l’elenco e adesso devo tenermi alla scrivania per evitare di iniziare a ruotare sulla mia sedia assieme ai miei testicoli: dal 41esimo posto dove eravamo la settimana scorsa, questa sera siamo al 71esimo. Sotto il Kazakistan, la Libia, il Cile, Trinidad e Tobago. È una cosa allucinante. Un mio compagno che vive a Bevera, piccola frazione brianzola, non ha nemmeno l’ADSL. Ma ok, vive in una viottola quasi immersa in un bosco, lo posso anche capire. Ma a Desio non lo posso accettare. Non posso accettare che nel 2011, in Italia abbiamo una connessione di cinque volte inferiore a quella della Romania. Siamo ben dopo IL GHANA! Ci rendiamo conto del fatto che hanno speso miliardi in opere inutili, con i quali avrebbero potuto mettere la fibra ottica in tutto il paese? Altro che V day, ci vorrebbe il linciaggio pubblico. Viviamo in un paese che cade a pezzi. I monumenti cadono a pezzi, le statue, gli edifici storici. La Villa di Monza, la reggia di Caserta, sono solo due esempi. Mi son rotto i coglioni di un Paese che ostacola la comunicazione. Sembra di vivere nel chewingum a nessuno frega un cazzo di nulla, nessuno è disposto a fare nulla, perché tutti i media minimizzano. Parlando di queste ed altre cose in classe durante l’ora di storia, l’altro giorno un mio compagno, a fine discorso, calato il silenzio, ha sintetizzato la nostra situazione esordendo con “Bellammerda, l’Italia!”. Flaviano G.