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Quinto Vicentino e Torri di Quartesolo sono due piccoli comuni che hanno vinto una battaglia contro l’esercito americano. Il raddoppio della base statunitense a Vicenza ha subito un arresto. I due comuni hanno bloccato la costruzione delle nuove caserme per alloggiare i militari. Una legge regionale fissa i limiti di edificabilità nelle aree agricole. Se fossero state costruite le 215 case previste per i soldati americani, gli abitanti non avrebbero potuto costruire più nulla per 10 anni.
Kambiz Razzaghi, responsabile per i lavori della nuova base Dal Molin, ha dichiarato: “Yes, Quinto is dead (sì, Quinto è morto)”. Gli americani sono senza casa, per ora. Stanno pensando di disperdersi sul territorio con piccole enclavi nei comuni vicentini. Dieci case qui, quindici lì e qualche ospitata nei bed and breakfast veneti.
I comuni sono il punto di appoggio della leva che solleverà l’Italia. Lo hanno dimostrato in Val di Susa, in Campania, a Vicenza. Non si può mentire a chi vede i fatti con i propri occhi. La nuova base Dal Molin farebbe di Vicenza il bersaglio principale in Europa di una guerra contro gli Stati Uniti. La più grande base militare di Europa da cui possono partire bombardieri con armi atomiche. Non c’è nessuna ragione per farla.
Il 5 ottobre 2008 a Vicenza si terrà il Referendum Comunale contro la base. Il quorum è di 35.000 votanti. Io ci sarò per sostenerlo. Vorrei che in futuro Kambiz Razzaghi dichiarasse: “Yes, Dal Molin is dead”.
Da Vicenza arriva arriva un’altra buona notizia. Il progetto Dal Molin 2.0 della Lista Civica Vicenza Comune a 5 stelle presentato da Davide Marchiani. Al posto della base militare pannelli fotovoltaici. Vicenza guadagnerebbe un miliardo e trecento milioni in 20 anni. Energia elettrica gratis a 25 mila famiglie su 43 mila. Il progetto è illustrato puntualmente nel documento allegato che si può scaricare. Invito i vicentini a sostenerlo e i residenti in altri comuni a copiarlo.
Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.


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del 31 agosto 2008