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Numeri, numeri, numeri. La Terra ci parla attraverso i numeri.

1,6 milioni di chilometri quadrati in Cina sono coperti da una nube color zolfo. 200 milioni di abitanti di 562 città scrutano il cielo per rivedere il sole. In una sola notte a Pechino sono caduti 20 grammi di polveri tossiche e di sabbia per metro quadro, per un gran totale di 300.000 tonnellate. E’ come essere in spiaggia senza però il problema dei raggi solari e delle scottature, i pechinesi risparmiano così in occhiali da sole e creme solari.
L’immensa nuvola gialla (e come poteva essere di un altro colore?) sta depositando le sue scorie in tutto il Pacifico.
Corea, Giappone e Stati Uniti stanno importando sabbia inquinata dalla Cina senza pagare dazio.

Questa è la vera economia globale. Quella che fa girare la sabbia, le merci, che fa aumentare il Pil. L’economia globale dei grandi tunnel, dei grandi ponti, delle multinazionali senza controllo politico. Di tante macchine in coda, di tanti camion vuoti, di tanto cemento pulito.
Questa concezione dell’economia che prescinde dal pianeta e dalle persone in Cina sta producendo deforestazione, desertificazione, siccità. Malattie dei polmoni e della pelle. Inquinamento causato dalle centrali elettriche a carbone. Inaridimento dei grandi fiumi.

Ma allo stesso tempo, per fortuna, produce una crescita del Pil del 10% annuo, quella che tutti i si-global del pianeta ammirano, ed enormi spazi urbani con 20, 30 milioni di abitanti.

In questo scenario c’è però una buona notizia, anche per i cinesi. In Cina si immatricolano nuove auto con molta circospezione perchè il petrolio importato è insufficiente.
Il petrolio sta finendo e come conseguenza il suo prezzo sale, i 100 dollari a barile non sono lontani.
I cinesi dovranno darsi al car sharing.
Speriamo che finisca prima il petrolio del pianeta…