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Dopo 10 giorni Unicredit è ancora senza una guida. La più grande banca del Paese è paralizzata. Se si decide di cacciare l’amministratore delegato va prima scelto il sostituto, è un principio elementare in ogni azienda, ancor più in una banca che gestisce i risparmi di buona parte degli italiani. I grandi azionisti di Unicredit e il suo consiglio di amministrazione che si riempiono la bocca di parole come “corporate governance” non sono stati neppure capaci di prevedere e rendere obbligatoria una nuova nomina in caso di avvicendamento al vertice. Una regola ovvia anche all’ultimo degli imprenditori. Il governo e la Banca d’Italia intanto restano a guardare. Nel frattempo il titolo cade in borsa giorno dopo giorno insieme all’economia nazionale.