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“Se parliamo di persecuzioni per motivi religiosi, nel 2015, due fatti storici tornano subito alla nostra mente. La prima le persecuzioni che subirono i Cristiani durante i primi secoli della loro storia, da parte di alcuni imperatori romani. La seconda, è quando i cristiani si trasformarono, in qualche modo, da vittime a carnefici. Ma non tanto nel Medioevo, che tutto fu tranne che un periodo di barbarie e oscurantismo. Quanto piuttosto nello splendido e fiorente periodo del Rinascimento, con i Tribunali religiosi, che tanto nelle nazioni fedeli al Papa che in quelle protestanti lavorarono con alacre ferocia per parecchi anni (la temibile inquisizione spagnola fu costituita nel 1478, il massimo della crudeltà dei tribunali protestanti si ebbe nel Cinque e Seicento). Migliaia di persone sacrificate sull’altare di un integralismo religioso che anche il Cristianesimo conobbe, fortunatamente non nella sua globalità o nel suo messaggio di base, ma in alcune sue frange più estreme e evidentemente contrarie a quello che era stato il messaggio dei suoi fondatori, Gesù e Paolo. Ma i il tempo è passato per tutti, i Cristiani si sono pentiti, hanno chiesto scusa e modificato, da almeno due secoli il loro modo di porsi. La chiesa Cattolica, con la “coraggiosa” enciclica Tertio Millennio Adveniente , nel 1994 ha fatto un severo mea culpa di tutto. Certo forse non basta, il sangue versato e le sofferenze ci sono state, ma è già qualcosa, è già molto.

La persecuzione contro i cristiani è molto più diffusa di quello che noi qui in Italia possiamo, anche lontanamente, immaginare. L’ultimo importante grido di allarme, è stato fatto dal pontefice durante l’omelia per la ricorrenza dei Santi Pietro e Paolo. Bergoglio ha parlato di atroci e inumane persecuzioni, in atto nel mondo, spesso sotto gli occhi ma al contempo nel silenzio di tutti.
Esiste uno studio fatto dalla Open Doors , una associazione cristiana americana, originariamente nata per difendere i cristiani nei paesi comunisti e fornire loro Bibbie (Unione Sovietica su tutte), e che oggi ha sedi sparse in tutto il mondo. Da alcuni anni questa associazione pubblica una watch list delle persecuzione dei cristiani nel mondo, persecuzione attualmente in atto in almeno 50 paesi. E che interessa un numero di cristiani che va tra i 120 ed i 150 milioni. Questa lista tiene conto delle persecuzioni in senso generale, che vanno dall’emarginazione sociale, all’esclusione dall’attività lavorativa (in alcuni paesi i cristiani non possono essere impiegati statali e anche se tale divieto non è codificato legalmente è purtroppo in vigore ), piuttosto che alla confisca dei beni personali, alle violenze fisiche subite. Risultati analogamente tragici vengono fuori anche dal dossier della Caritas.

VIDEO La testimonianza del vescovo di Aleppo sulla guerra in Siria

Chiaramente dove più il fondamentalismo islamico è forte, maggiori sono le sofferenze dei cristiani. Specialmente con gli ultimi atroci massacri perpetrati dai miliziani del’Isis non è più neanche facile fare un conto delle vittime cristiane. Ma non è solo l’Islam a prendersela con i Cristiani: la Corea del Nord è il paese dove più di tutti, e in maniera sistematica, i cristiani sono oppressi. Si stima che tra i 50.000 e i 70.000 cristiani siano rinchiusi nei campi di concentramento coreani, per sole motivazioni religiose. In Iraq e Siria quasi l’80% dei cristiani ha dovuto abbandonare le proprie case, perdendo tutto, nella speranza di conservare almeno la vita. Per capire l’entità della tragedia, basti pensare che i Cristiani in Iraq, nel 2003, erano un milione e mezzo, oggi sono meno di 300 mila. I 5 paesi più pericolosi per un cristiano, dopo la Corea del Nord, sono la Somalia, l’Iraq, la Siria e l’Afghanistan. Anche in Cina si segnalano persecuzioni ma la difficoltà ad avere notizie certe, rende arduo comprendere l’entità del fenomeno persecutorio che è comunque molto diffuso: stime del 2012 parlano di 9 cristiani giustiziati e 1.500 imprigionati, per soli motivi religiosi. Mentre si stima che i cristiani uccisi in Nigeria per mano di Boko Haram siano stati, fino ad, ora tra i 5.000 ed i 7.000 mila, con almeno 10.000 orfani conseguenti. In India i casi di violenza anticristiana, commessi dagli estremisti Indu, sono migliaia all’anno, con decine di morti; mentre una legge indiana del 1950 nega ai paria (la casta più bassa che esiste in India) cristiani gli stessi diritti dei paria Indu.
Nel 2014 i cristiani uccisi per sole ragioni di fede sono stati tra i 5 e gli 8 mila, mentre le chiese attaccate, distrutte o danneggiate per la stessa ragione sono state oltre 1.000. E nel 2015 lo scenario sta diventando più cruento ed i dati non potranno che essere ancora peggiori, con l’aggravarsi della situazione in Nigeria per i Boko Haram e l’avanzare dell’Isis e la sua brutalità, ma anche con le persecuzioni che stanno diventando più cruente in paesi come il Kenya, in Siria ed in Libia.
Di episodi che sono diventati mediaticamente importanti, ve ne potremmo citare a centinaia. In Pakistan una folla inferocita di musulmani ha spinto nella fornace per i mattoni due cristiani, bruciandoli vivi, Shahzad Masih e la moglie Shama, di 26 e 24 anni. La donna, era incinta del quarto figlio. Ancora in Pakistan due uomini accusati di omicidio, nonostante poi l’accusatore avesse ritrattato, sono stati condannati all’impiccagione. Uno dei due era però musulmano e la legge gli ha commutato la pena, salvandogli la vita, l’altro poiché cristiano è stato invece impiccato. Nel massacro di Baga, nel Nord Est della Nigeria, nel gennaio di quest’anno, sono morte circa 2.000 persone, la maggior parte delle quali cristiane. In Kenya, la strage degli studenti del campus universitario di Garissa (148 morti) venne attuato dal gruppo fondamentalista islamico somalo di Al-shabab, durante i preparativi degli studenti per la celebrazione della Ultima Cena e del Venerdì Santo. Prima di cominciare l’eccidio i terroristi hanno fatto andare via i musulmani, infierendo solo sui cristiani….
Il problema, sono anche tutte quelle altre migliaia di morti e persecuzioni che in genere non salgono agli onori della cronaca e restano in silenzio. I Cristiani perseguitati non interessano nessuno: non hanno gas o petrolio, non portano ricchezze. Anche in Italia non va di moda parlare di loro, non innalzano l’audience, non attirano applausi. Ma muoiono lo stesso. E se abbiamo quasi vergogna a ricordarceli come morti cristiani e uccisi per il loro essere cristiani, almeno ricordiamoli come esseri umani coerenti e coraggiosi. Infatti, in gran parte dei casi, si sarebbero potuti salvare, se solo avessero rinunciato alla loro Fede. Ma non lo hanno fatto.
Fatto sta che oggi, quella Cristiana è la religione più perseguitata al mondo.” Igor Gelarda