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“Non bastava lasciarli a piedi con le auto di servizio senza più benzina o senza più carta per le fotocopie, con divise lise, in coda con le famiglie alla mensa della Caritas. Il Governo ha deciso di lasciarli con meno soldi in tasca per il quinto anno consecutivo. Il blocco degli stipendi ai dipendenti della pubblica amministrazione, infatti, coinvolge anche poliziotti, carabinieri, finanzieri, forestali, operatori delle carceri, vigili del fuoco. Che non sono impiegati qualunque, ma garantiscono con la loro vita la sicurezza e l’ordine pubblico nelle nostre città e nel Paese. Contrastano il crimine organizzato, combattono i ladri di risorse pubbliche, rispondono alle telefonate di tutti i cittadini e li assistono. Fanno tutto ciò con le risorse che hanno, che sono poche. E non è una semplice questione di stipendi, di soldi, ma di dignità. Il vero valore che gli appartenenti alle forze dell’ordine offrono è mettere a rischio la propria vita. E la vita non ha prezzo. Renzie, di fronte alle loro proteste, li sbeffeggia “Certi sindacati fanno male a chi veste la divisa” ma senza di loro non potrebbe farsi vedere in giro a fare l’annunciatore, altro che “la mia scorta sono i cittadini“. Alfano ne critica i toni … i toni? vada lui ad affrontare la criminalità di strada che dilaga nel Paese, vincerebbe il premio di Leprotto dell’anno, più veloce di Usain Bolt.
Il MoVimento 5 Stelle è dalla parte delle Forze dell’Ordine per restituire loro la dignità e riconoscerne il ruolo fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Nei prossimi tre anni con la spending review saranno tagliati 35.000 addetti alla sicurezza, mentre i partiti continuano a incassare il finanziamento pubblico e i parlamentari a non ridursi lo stipendio. “Sarà inevitabile chiudere i presidi sul territorio, già oggi ci sono centinaia di stazioni dei carabinieri e di polizia stradale in cui per alcune ore al giorno entra in funzione un videocitofono o il cittadino è invitato a mettersi in contatto con il presidio più vicino.” dice Nicola Tanzi, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di Polizia.
Dal 1981 a oggi i caduti, solo nella polizia, sono stati 364, in media 11 ogni anno. Non è un mestiere qualunque. Ogni giorno quando esci di casa sai che per la tua attività potresti non tornare. Per questo, per evidenziare i problemi delle Forze dell’ordine, che poi sono i problemi dei cittadini, martedì prossimo alla Camera è stato convocato dal M5S un tavolo di lavoro, a cui sono invitati tutti i rappresentanti sindacali del comparto sicurezza. I portavoce metteranno sul tavolo proposte concrete e immediatamente applicabili per risolvere le difficoltà che sta incontrando la categoria, fra blocco degli stipendi e mancanza di risorse. E, nello stesso tempo, si getteranno le basi di un dialogo più ampio con l’obiettivo di affrontare una riorganizzazione del comparto sicurezza per razionalizzare le risorse e reinvestire in modo efficace.” M5S Camera e Senato
Post scriptum
Pasolini, da “Il PCI ai giovani
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).