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L’Italia, secondo Tremorti, è il migliore dei mondi possibili. Il futuro ci sorride, nel 2010 ci attende una ripresa del PIL dell’1,1% dopo il meno 5,1% del 2009. Nel frattempo la Grecia sventola bandiera bianca e la Spagna, per fronteggiare la crisi, ha annunciato un aumento delle tasse, di due punti dell’IVA e di un taglio dei costi pubblici. Il rapporto tra debito pubblico e PIL spagnolo è preoccupante, nel 2010 si ipotizza una percentuale pari a 65,9%. Il Bel Paese può stare tranquillo il rapporto previsto nel prossimo anno è circa il doppio di quello spagnolo: 116,9%. Doppiamo la Spagna, ma non ci preoccupiamo. In compenso si preoccupano gli altri. Dopo le dichiarazioni sul nostro dissesto economico del vice primo ministro greco Theodoros Pangalos e del Nobel per l’economia Robert Mundell, è il turno della Cina. Zhu Min, governatore aggiunto della Banca Centrale Cinese, ha spiegato che la bancarotta della Grecia avrebbe ”dimensioni modeste” a causa delle sue dimensioni, il PIL greco è il 3,5% del totale europeo. Oggi le principali preoccupazioni sono evidentemente ”l’Italia e la Spagna”.

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