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La Bce ha fatto la sua parte, ha comprato 22 miliardi di titoli spagnoli e italiani dopo cinque mesi in cui non aveva fatto shopping. Il mondo tira un sospiro di sollievo. L’Italia non lo farà crollare (per ora) con la svalutazione dei circa 900 miliardi di titoli di Stato (gli altri 1.000 li abbiamo in casa) piazzati a tutte le latitudini, ma soprattutto dall’altra parte delle Alpi, in Francia, che ne possiede quasi 500 miliardi. Non a caso la Francia, che ha fatto il pieno anche di titoli greci, è la prossima candidata alla diminuzione del tasso di affidabilità, al cosiddetto “downgrade“. Nel 2011, così come nel 2010, il nostro debito aumenterà di almeno 100 miliardi, se continuiamo così le nostre tasse serviranno solo a pagare gli interessi sul debito. Ci attende una schiavitù economica.