Condividi

La superficie delle cose. Le notizie ci invadono, ci sporcano tutti i giorni. E’ solo superficie. I nomi dei santi presi a prestito dal calendario. San Raffaele, Santa Rita. Per rubare i contributi alla Regione Lombardia. Polmoni asportati, cardiopatici operati di tumori inesistenti. Hanno superato Dario Argento e Sthephen King. Una sceneggiatura degna del dottor Mengele. Ma è solo superficie. La magistratura imbavagliata, la conclusione del Piano di Rinascita Nazionale di Licio Gelli. Le intercettazioni della magistratura proibite in nome della privacy di Anna Falchi e degli interessi dell’intera classe politica, con l’unica eccezione di Kriptonite Di Pietro. Tutti i delinquenti fuori per salvarne uno solo. Morfeo Napolitano benedice le larghe intese per mettere il bavaglio alla Giustizia. Un presidente di garanzia dei partiti, non dei cittadini. Ma anche lui, come Alfano, Violante e Mancino è solo superficie. Il flusso dei fondi europei. Miliardi di euro provenienti dalle tasse degli italiani destinati, con una firma, senza controlli, da funzionari ammaestrati di Bruxelles a Campania, Calabria, Sicilia. Alla criminalità organizzata e a amministrazioni pubbliche corrotte. Finanziate attraverso un giro conto Roma/Bruxelles/Mezzogiorno. L’origine del voto di scambio. Luigi De Magistris, che indaga, è prima esautorato e poi riabilitato, ma senza più inchieste, nel silenzio dei media. E’ sempre e solo superficie.
Sotto la superficie c’è l’italiano. Che tira a campare. Che non legge, non si informa, ed è, per dirlo con una bella parola, un ignorante. Sotto la superficie c’è sempre un veneto, un siciliano, un valdostano, non un cittadino italiano. La solidarietà si ferma alla porta della regione, del comune, del condominio. Sotto il fallimento dell’Italia, il suo fallimento economico, ma soprattutto morale e etico c’è l’italiano. Una volta era solo l’italiano medio, ora è anche il medio alto e il medio basso, il medio sinistro e il medio destro.
Ogni giorno ci sono nuovi sintomi, nuovi delinquenti, nuove leggi vergogna. Non siete stanchi di rincorrerli?
Fermatevi, guardatevi allo specchio e dichiaratevi colpevoli.

Diffondi l’iniziativa

Clicca l’immagine


Clicca l’immagine