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In Italia nessuno è depositario della verità, ma molti lo sono della menzogna. La buona propaganda che si faceva qualche anno fa, che diceva e non diceva, e magnificava le virtù di questo e di quello è stata sostituita dalla normale esplicita, spudorata, applaudita menzogna.

Il mentire non è più un’arte, qualcosa da celare, da nascondere, anzi, più è plateale, meglio è.
La menzogna è un atto esplicito di governo, viene ripetuta per darle corpo e sostanza con l’utilizzo di tutti gli spazi visivi: muri, giornali, televisioni.
All’appello manca solo la carta igienica da leggere sulla tazza del cesso, ma ci arriveremo presto.

La menzogna è usata come sovvertimento dell’evidenza, della statistica, della matematica.
Come affermazione e rivincita dei tromboni, dei politici, dei finanzieri, dei giornalisti sulla realtà quotidiana. Che viene sommersa e annullata da un grande nulla.
La menzogna è ormai parte integrante del buon politico, quello a cui gli italiani, ammirati da una tale impudenza, danno il proprio voto. Anche per la loro sopravvivenza, perchè non potrebbero sopportare la verità sulla realtà cialtrona in cui vivono.
Ma ascoltiamo e vediamo qualche esempio.

ex-dipendente Giovanardi (si è dimesso in polemica con questo blog, appellandosi ai suoi elettori di Lecco) ha fatto questa obiettiva dichiarazione sui picchiatori in divisa di un marocchino a Sassuolo: “Hanno lottato a mani nude per dieci minuti per immobilizzare un personaggio pericoloso. E’un incredibile linciaggio”.
Guardate bene chi viene linciato.

Lo psiconano (lo so che non dovrei parlarne, ma ci casco sempre) ha rilasciato tempo fa a Santoro un’appassionante dichiarazione sull’evasione fiscale, montata magistralmente dai ragazzi del Meetup di Torino.
Ascoltatelo.

La menzogna ci ha trasformati in un Paese virtuale, ormai vaccinato contro la verità.

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