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Caro Beppe,
mi chiamo Cittadino, ma anche Daniela, Cinzia, Stefania, Andrea, Valerio, Amos, Beppe, Enrico, Massimiliano, Barbara, Marino. Non so quanti nomi ho! Abito in una splendida terra chiamata Versilia che ha gli stessi problemi di centinaia di altri posti d’Italia, solo che per me è una terra speciale, ci sono nato, ci abito e la voglio difendere ad ogni costo. La storia inizia qualche decennio fa, costruirono un inceneritore che bruciava di tutto a cielo aperto, fu chiuso dopo anni. Nella stessa zona, Pietrasanta, arrivò un folle ordine dall’alto, molto alto, altissimo. Costruirono un altro inceneritore, più grosso, più potente; ma assicurarono tutti, sarebbe stato il fiore all’occhiello della tecnologia, “l’impianto più controllato d’Italia e d’Europa”. Era ovvio, già nel 1997 sapevo che così non sarebbe stato, provai a far ragionare il Sindaco, il presidente della Provincia di Lucca, il presidente della regione Toscana, il Prefetto, la Polizia, ma non ne volevano sapere, non ascoltavano, sordi. Non mollai, il giorno dell’inizio dei lavori di costruzione dell’impianto mi sedetti davanti all’ingresso del cantiere, eravamo in tanti, bambini, adulti e anziani…tutti inermi, tutti zitti. Un signore con la fascia tricolore disse di alzarmi dalla Mia Terra altrimenti sarebbe intervenuto. Ma per fare cosa e perché? Ci bastonarono, portati via di peso e denunciati. Tu ripeti spesso la frase “Noi non molleremo mai”, io l’ho ripetuta ogni giorno da 14 anni, ho speso tutto il tempo libero e gran parte dei miei risparmi, sono stato deriso dalla politica di turno, umiliato nelle decine di incontri pubblici e manifestazioni che ho organizzato, ho contattato esperti di analisi ambientale, trovato avvocati che mi hanno difeso pretendendo solo i costi dei bolli, tante persone degne. Ti lascio immaginare ciò che ho passato, sapevo di avere ragione, vedevo e continuo a vedere persone che si ammalano di cancro. Un anno e mezzo fa sono riuscito a far sequestrare l’impianto, si è già svolto un processo per alcuni dipendenti che manomettevano i dati delle emissioni inquinanti, hanno patteggiato, sono stati condannati. Il 13 ottobre sarà la volta degli altri, la Veolia, la multinazionale francese che gestisce l’inceneritore metterà in campo tutti i suoi mastini ma io continuerò a “non mollare”. Voglio giustizia, pretendo che mi restituiscano la mia Terra come l’hanno trovata, lo devo a chi ha lottato, a chi si è ammalato, alle generazioni future e a tutti quei cittadini e comitati che in questo momento stanno vivendo le stesse situazioni. Non mollate!”.
Associazione per la tutela Ambientale della Versilia
Co.As.Ver. (coordinamento di comitati e associazioni versiliesi)
Grilli Versiliesi (Meetup 91)