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Non se ne poteva più di far finta di niente. E’ finalmente venuto alla luce il problema dei problemi. Quello che impedisce all’Italia di crescere. E’ lo zavorraggio morale. L’arguzia e l’intelligenza di un filosofo italiano, oggi al governo, hanno centrato la situazione. Pensate a cosa potremmo fare, dove potremmo arrivare, senza la zavorra morale. Una piena, assoluta libertà di delinquere senza freni. Nessun giudizio fastidioso. Fai ciò che vuoi e vivi in letizia. Una sensazione di pace interiore. Al posto della benedizione battesimale, l’indulto battesimale. Nuove scuole. Di ladrocinio, di corruzione, di estorsione, di mafia legalizzata, di voti di scambio, di falso in contabilità pubblica. Insomma, di tutte le materie che hanno permesso di emergere a grandi manager e a intramontabili protagonisti della politica. I maestri non mancano. Gli allievi non vedono l’ora di imparare a vivere anche loro alla grande. Alle spalle della Nazione.
E chi, oggi, a parte qualche inopportuno ex magistrato, vuole fare la parte dell’ancora? Se penso a personaggi pubblici. Ai cosiddetti rappresentanti dei cittadini. Non riesco a contare fino a cinque. Sono tutti in cambusa o a fare i galleggianti. Rimossa la zavorra morale i giornalisti non dovrebbero più faticare per illustrare le virtù di Tronchetti, di Scaroni, di Cimoli. O le capacità politiche di Casini, di Fini o della Bonino. Potrebbero dire la verità senza vergogna. E il cittadino sarebbe finalmente informato. La morale è contro la trasparenza se chi ruba è al vertice.
Senza zavorra l’Italia si librerà in cielo. Trasfigurata assumerà sembianze ceppaloniche. Radiose. Una via di mezzo tra una Repubblica delle banane, il Paese dei Balocchi e la Criminalità Organizzata. Gli italiani onesti saranno finalmente liberati dall’insostenibile peso della morale. Potranno delinquere, evadere le tasse, auto indultarsi tutti i giorni. In tranquillità di coscienza. Dopo ‘La vie en rose‘, ‘La vie en Mastellà‘.

Scarica "La Settimana" N°52
del 1 Gennaio 2007
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