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Non volevo più parlarne. Speravo che dopo la rimozione del presidio tecnico di Venaus l’argomento Tav fosse chiuso per sempre. Ma dopo le esternazioni del ministro dipendente Bianchi di oggi non ce l’ho fatta. E’stato più forte di me. Dopo aver letto le sue parole di lieve sapore stalinista sul Corriere della Sera rivolte alla gente della Val di Susa: “E’ inaccettabile che qualcuno si metta di traverso”, “Sono perplesso che si debba andare dietro ai focolai di protesta”, “La democrazia si regge sul principio della maggioranza”, “Il diritto di veto è una forma decadente di democrazia”, ho deciso di ridare voce attraverso il blog alla Val di Susa, ai suoi sindaci, parroci, contadini, operai, studenti, nonne e bambini. A questo pericoloso focolaio di “no global” inaccettabile dai nostri dipendenti di destra e di sinistra, alla loro “arroganza della maggioranza”, alla loro indifferenza e, soprattutto, ai loro interessi.
Le parole d’ordine sulla Tav sono sempre le solite: “E’ un’opportunità per il Paese”, “Non possiamo rimanere fuori dall’Europa”, “I finanziamenti della Ue”. A me sembra che le ragioni della Tav siano sempre più le ragioni del grano. Che è tanto, tanto, tanto: 14/15 miliardi di euro di cui solo una piccola parte finanziata dalla Comunità Europea, il resto da noi, con le nostre tasse. Per fare cosa? Un tunnel per il trasporto merci, quindi TAC (Treni ad Alta Capacità) e non Tav. Un tunnel di 53 chilometri che sarà pronto se va bene tra 15 anni. Ma vogliamo finirla di prenderci per il c..o?
Se i politici devono dare retta agli interessi di gruppi economici legati alla Tav si facciano votare direttamente da loro ed evitino la farsa delle elezioni politiche. Ma il dipendente Prodi e il suo scudiero Padoa Schioppa non avevano detto che non c’erano più soldi? Che il Paese è sull’orlo del fallimento? E allora dove troveranno questi miliardi di euro per fare un buco nella montagna? Le ferrovie e le strade in Italia hanno bisogno di interventi urgenti e la loro priorità è un buco che non serve a nulla? Il dipendente Bianchi parli con qualche pendolare per informarsi, con qualche camionista, con gli automobilisti della Salerno-Reggio Calabria.

Per rinfrescare la memoria ai nuovi dipendenti riporto il parere di Marco Ponti, professore al Politecnico di Milano, uno dei maggiori esperti di economia dei trasporti in Europa e consulente della Banca Mondiale da un post dello scorso anno:
“… il sistema italiano è largamente sottoutilizzato. Su una linea normale a doppio binario possono transitare 240 treni al giorno, su una ad AV fino a 350. Non ha senso aggiungere su alcune tratte una tale enorme capacità, poiché non esiste una domanda di trasporto ferroviario di queste dimensioni. Si aggiunga che le linee ad AV sono costosissime”.
“Si è partiti promettendo che (il progetto AV) si sarebbe ripagato al 60 per cento. Poi si è scesi al 40 e infine è stato stabilito che bastava il 40 dei costi, esclusi quelli per i ‘nodi’ in prossimità delle città, molto dispendiosi. Secondo le mie simulazioni si arriverebbe al 20 per cento; altri stimano il 23. Il sistema è destinato al default: pagherà lo Stato. Molti di questi lavori verranno inaugurati ma poi non ci saranno i soldi per proseguirli e saranno ri-inaugurati a ogni tornata elettorale. La Torino-Lione è un monumento alla dissipazione: costerà almeno 13 miliardi, come 3 o 4 ponti sullo Stretto”.

Invito gli abitanti della Val di Susa a scrivermi per fornire foto, informazioni, filmati da pubblicare sul blog.
Sarà dura!