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Sto sempre aspettando le ragioni dettagliate a favore della costruzione del tunnel in Val di Susa.
Delle altre ragioni, quelle del NO TAV è invece piena la Rete.

Vi consiglio di leggere l’intervista al professor Angelo Tartaglia del Politecnico di Torino.

Una frase del professor Tartaglia è illuminante:
“ I tecnici capiscono che i conti non tornano, ne parlano coi politici che dicono di non capirne di dati tecnici e, nel mentre, l’opera si fa”.

Qualche dato dall’intervista:

“Il problema centrale è che i treni merci in Italia viaggiano a una velocità media di 19 km/h, essendo sovente fermi per dare precedenza ai treni passeggeri. Questo è il dato da migliorare. Non serve che le merci arrivino dalla Francia a 150 Km/h se poi in Italia passano la maggior parte del tempo in stazione”

“Ha senso parlare di Alta velocità quando gli spostamenti superano i 250-300 Km. In Italia, se prendiamo in mano le cifre, scopriamo che l’80% della domanda di trasporto passeggeri è costituita da spostamenti a corto raggio, entro i 100km. E’ vero che i nostri treni sono pienissimi su alcune tratte ma sono poche le persone che vanno da un capo all’altro del Paese. Le tratte più frequentate sono quelle dove c’è più ricambio di viaggiatori”

“Uno studio commissionato dalla Comunità Montana Bassa Valle di Susa alla Società di ingegneria dei Trasporti Polinomia, rivela che la linea sarebbe giustificata se nei prossimi anni transitassero 40 milioni di tonnellate di merci l’anno, per un totale di 350 treni al giorno, uno ogni 4 minuti alla velocità di 150 km/h, alternati da treni passeggeri a 300 km/h”.

Lo stop ai lavori deciso dal governo è un risultato straordinario, ed è già un precedente.
Da oggi in poi prima di iniziare qualsiasi opera si dovranno interpellare i veri datori di lavoro: i cittadini.