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Eppur si muove, direbbe Galileo. Qualcosa, lentamente, sta cambiando. Le democrazie parlamentari che avevano abdicato al loro ruolo di rappresentanti delle istanze dei cittadini si stanno scuotendo. E’ il movimento lento del bradipo, ma è pur sempre qualcosa. Alla Camera dei Comuni inglese è successo qualcosa di storico. Si è detto basta alle guerre decise sopra le teste dei cittadini. Alle avventure che hanno coinvolto il popolo inglese in Libia, in Iraq, in Afghanistan. L’ultima volta che un primo ministro è stato sfiduciato su una mozione di politica estera fu nel 1782, 231 anni fa. Frederick North propose una mediazione con George Washington durante la guerra di indipendenza americana, la sua richiesta fu respinta e si dimise. Cameron non si è ancora dimesso, ma è un’anatra zoppa. Il Parlamento ha bocciato il suo avventurismo in Siria e ha ascoltato invece l’opinione pubblica che è contraria. Dall’altra parte dell’Atlantico, in Brasile, è stato abolito dalla Camera dei deputati il voto segreto con l’unanimità dei parlamentari. Più volte i brasiliani erano scesi in piazza per chiederne l’abolizione in quanto usato per proteggere i deputati corrotti dal carcere (vi ricorda qualcosa?). La scintilla che ha chiuso l’usanza tribale del voto segreto è stato il deputato Natán Donadón agli arresti da giugno a Brasilia, condannato a 13 anni di carcere per corruzione e associazione a delinquere. Lo scorso 28 agosto, l’assemblea aveva respinto la richiesta di sospendere il mandato di Donadón. Durante la votazione segreta solo 233 avevano espresso parere favorevole, a fronte dei 257 voti necessari. Il voto segreto in Brasile è stato abolito per ogni assemblea legislativa in Senato, nei consigli municipali e regionali. L’Italia sembra al confronto uno Stato medioevale con la corte, il re e i giannizzeri che proteggono la loro autorità suprema di decisione e si sottraggono al giudizio popolare. 101 pdmenoellini hanno usato la tendina per occultare il loro tradimento elettorale e bocciare Prodi. Si sono nascosti agli elettori per vergogna. Se il popolo italiano dovesse decidere se entrare in una guerra di aggressione direbbe sempre no. In Libia, nostro alleato, o in Iraq, dove le armi di distruzioni di massa esistevano solo nella mente di Bush siamo entrati con il beneplacito di governi asserviti a interessi economici o di politica internazionale. Cosa c’entra con questa gente, con queste decisioni, il popolo italiano? Il voto segreto va abolito, l’immagine di vigliacchi che si nascondono dietro a una tendina, come fosse un vespasiano. Le decisioni fondamentali per la Nazione vanno prese in totale trasparenza con i cittadini. Se dipendesse dall’opinione pubblica Berlusconi sarebbe in galera, Rodotà presidente della Repubblica, la missione di guerra in Afghanistan sarebbe finita da tempo.