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Qualcuno bussa alla tua porta. E' lo Stato. Ti porta via dalla tua famiglia. Da tuo figlio di 14 anni. Ti accusa di aver coltivato delle piantine di canapa indiana nell'orto di casa. Ti mette in cella. Ti uccide. Non è l'Argentina dei colonnelli e neppure l'Unione Sovietica di Stalin. ... [continua]
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davide lak (davlak) (voti: 77)
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Beppe, mi interesso di ecologia da 37 anni e ho per certo realizzato una convinzione: tutti ma proprio TUTTI gli interventi delle autorità diciamo così "competenti" per la riduzione delle emissioni dei veicoli dotati di motore a combustione interna sono finalizzati al rinnovamento del parco circolante, cioè, in buona sostanza, a far vendere più macchine per ingrassare l'industria, pena la morte economica del sistema industriale.
lorsignori, infatti, sanno benissimo che per produrre una UTILITARIA occorrono:
1) 200 tonnellate di acqua
2)circa 15.000 litri di combustibili fossili per l'energia necessaria al ciclo produttivo.
e su questo punto avrei due annotazioni da fare:
2a) nella combustione di quei 15.000 litri non si va tanto per il sottile riguardo alla qualità e quantità degli scarichi derivati (cioè l'inquinamento del ciclo produttivo), che sono 25 volte superiori a quelli che una vettura altamente inquinante (diciamo una euro 0) produce nel corso del suo utilizzo.
quanto suddetto vale indipendentemente se la macchina la produco elettrica o con motore a scoppio.
2b) una normale utilitaria, diciamo a benzina, con 15.000 litri di carburante percorrerebbe circa 200.000 km...
il che già vanifica tutto il bel ragionamento sulla convenienza di comprare auto nuove per inquinare meno...
continua...
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di Marco Bazzoni - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Dopo la gravissima strage sul lavoro alla Thyssenkrupp che è costata la vita a 6 operai metalmeccanici, è già tornato il silenzio (a parte qualche eccezione) sulla maggior parte dei mezzi d'informazione.
Ieri è stata pubblicata su qualche sito internet una breve lettera di Gaspare Tre Re, operaio della Thyssenkrupp di Torino, che ci pare giusto riportare, perchè la sua paura è la nostra paura, cioè che questi ragazzi siano dimenticati:
"Noi ragazzi con la morte nel cuore, che abbiamo visto i nostri amici divorati dal fuoco, che abbiamo portato le loro bare, che piangiamo lacrime di sangue e sudore.
Che speriamo per chi ancora combatte in un letto con candide lenzuola di sofferenza.
Non dimenticateci”.
Ai mezzi d'informazione chiediamo di non spegnere nuovamente i riflettori sulla strage infinita degli infortuni e delle morti sul lavoro.
Al Governo chiediamo fin da subito degli atti concreti per fermare questa omicidi nei luoghi di lavoro, ad esempio: sbloccando le assunzioni dei tecnici della prevenzione delle Asl, di innalzare le rendite agli invalidi del lavoro, di inserire la sicurezza sul lavoro come materia d'insegnamento fin dalle scuole elementari, più informazione e formazione ai lavoratori, certezza della pena per chi è responsabile degli infortuni e delle morti sul lavoro. Se per atti concreti il governo crede che basti accelerare l'approvazione del Testo Unico per la sicurezza sul lavoro, beh allora è sulla strada sbagliata, perchè non basterà per fermare questa strage.
Ai sindacati chiediamo una grande manifestazione nazionale per risvegliare le coscienze sopite della “società civile".
A Montezemolo chiediamo (dato che parla del 2008 come l'anno della sicurezza sul lavoro) di buttare fuori da Confindustria gli imprenditori che non rispettano le normative per la sicurezza sul lavoro (e c'è ne sono tanti), come ha già detto che farà Giovanni Gentile, presidente fiorentino degli industriali (Assindustria) : "Qualora la magistratura accerti una violazione da parte di un'impresa, questa, di fatto, si metterebbe da sola fuori dai parametri della nostra associazione. Si autoescluderebbe»".
Che sia davvero un 2008 all'insegna della sicurezza sul lavoro, e per far ciò occorre che tutti si assumano le proprie responsabilità.
di M. e S. (Meetup di Perugia)
La situazione di questa famiglia è tragica. Abbiamo conosciuto Roberta, sua madre (91enne) e suo figlio, un angelo nel vero senso della parola, basta osservare lui per capire come poteva essere Aldo.
Questa famiglia, oltre alla paura, vive un disagio economico notevole.
Roberta è malata e invalida civile al 100% (250 euro di pensione al mese!), la madre per quanto arzilla è sempre ultranovantenne e dovresti vedere dove abitano, praticamente isolati e indifesi.
Questa è la vera emergenza, aldilà della tragedia di Aldo, c'è da salvare una famiglia rovinata da una vicenda oscura e oscurata. C'è da pensare ad un ragazzo che ha 14 anni e si ritrova con una madre malata e un padre che non può più provvedere a lui.
Esiste anche un C/C postale su cui effettuare donazioni: c/c postale n° 27113620 intestato a Roberta Radici.
Noi stiamo già facendo il possibile. Aiutateci!!!
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di pensierarte
FORLEO, DE MAGISTRIS e la disinformazione
Libertà di stampa
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