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COMUNICATO POLITICO NUMERO 8Il partito che non c’è. Queste le cifre. Camera: italiani aventi diritto di voto: 47.126.326. Voti validi: 36.452.305. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.674.021, il 22,6%. Senato: italiani aventi diritto di voto: 43.133.946. Voti validi: 32.771.227. Astenuti + schede bianche e nulle: 10.362.719, il 24%. La diminuzione più importante, rispetto alle elezioni del 2006, meno 2.109.734, si è avuta al Senato. Quasi un italiano su quattro ha rifiutato le elezioni incostituzionali. Il terzo partito italiano. ... [continua]
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PARLAMENTO DI RECUPEROleggi il post
di Maurizio Dati (voti: 71)
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Berlusconi è l'icona dell'italiano medio, credulone, sfaticato, rifatto e pronto a esibire quello che HA, non quello che E'!
L'Italia delle APPARENZE, delle AUTO prese a leasing e intestate alle società in liquidazione, dei capi di abbigliamento contraffatti, del viagra, delle lampade lifting e parrucchino, del "io sono il migliore", del "so tutto io", e del "E' VERO PERCHE' L'HA DETTO LA TELEVISIONE"!
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PENA DI MORTE REINTRODOTTA NEL TRATTATO DI LISBONA!di B. M.
In nessun Pese europeo è ormai in vigore la pena capitale. Ma ora, tutti stanno per introdurla senza saperlo - o senza dirlo - semplicemente per il fatto di ratificare il Trattato di Lisbona, la cosiddetta costituzione europea. Lo segnala Helga Zepp-Larouche (la moglie di Lyndon), messa a sua volta sull'avviso da un insigne gruppo di giuristi tedeschi ed austriaci.
Uno di loro, il professor Albrecht Schachtschneider, uno dei quattro giuristi che stilarono uno storico esposto contro il Trattato di Maastricht, ha spiegato come la pena di morta venga reintrodotta alla chetichella. Non è citata nel testo del trattato, ma in una nota di una nota a piè di pagina.
Proprio così: chi accetta il Trattato di Lisbona accetta con ciò anche la Carta dell'Unione Europea. La quale proclama: la pena di morte è abolita, ma poi rimanda ad una nota a piè di pagina, in cui si legge: «Eccetto che in caso di guerra, di disordini, di insurrezione» (war, riots, upheaval). La cosa è di estrema gravità giuridica.
Un intero super-diritto penale speciale viene affermato in una nota, senza alcuna definizione dei reati da punire con la pena suprema. Chi decide che i «disordini» eventuali hanno raggiunto un'intensità tale da far sospendere l'abrogazione della pena di morte? Quali tribunali la irrogheranno? Tribunali speciali, appositamente allestiti per l'emergenza? E quando una serie di proteste di massa comincerà a venire giudicata come «insurrezione», passibile di morte?
PARAGUAY, ELEZIONI SUL FILO DEL RASOIOdi M. C. C.
Il 20 aprile i paraguaiani saranno chiamati per la quarta volta dalla caduta di Alfredo Stroessner a eleggere il Presidente della Repubblica, i membri di Camera e Senato, i governatori delle Regioni e, per la prima volta, i membri di una struttura che è l’equivalente del Parlamento Europeo, e cioè il Parlamento del Mercosur, il mercato comune sudamericano, composto da Brasile, Uruguay, Argentina e Paraguay. Per capire l’importanza di queste elezioni bisogna chiarire il ruolo che ha avuto e ha in questo Paese il Partito Colorado, al potere dal 1947, quindi da oltre 60 anni. È il partito che ha legittimato il colpo di stato del generale Stroessner nel 1954, e lo ha appoggiato e mantenuto ininterrottamente al governo per 35 anni, grazie a elezioni farsa cui si consentiva partecipassero pseudo-partitini di opposizione. Il colpo di stato del febbraio 1989 guidato dal generale Rodríguez, consuocero di Stroessner, ha posto fine alla dittatura e aperto la cosiddetta “fase della democratizzazione”. In realtà ben poco è cambiato, politicamente, perché il Partito Colorado ha continuato a governare. Vi sono state alcune aperture democratiche: si è emanata, ad esempio, una nuova Costituzione che prevede l’elezione del presidente della Repubblica per un solo mandato e si è avuta una maggiore libertà di stampa, però non si sono affrontati i problemi cruciali del Paese, primo fra tutti quello di una vera riforma agraria. Così la forbice tra una piccola oligarchia di ultra-ricchi e la massa dei poveri si è ulteriormente allargata. Attualmente, su 6 milioni di abitanti, oltre 100.000 si trovano in Spagna, alla ricerca di una qualche prospettiva di vita. Si tratta per la maggior parte di immigrati clandestini. A questi bisogna sommare i paraguaiani che hanno raggiunto l’Argentina e altri Paesi dell’Unione europea, tra cui l’Italia. Moltissime famiglie paraguaiane sopravvivono oggi in patria grazie alle rimesse di questi emigrati.
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