LA RETE DEL GRILLO
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Il post di Beppe Grillo
TELECOM. ARRIBA ESPANA!Nel maggio 2007 Intesa San Paolo, Mediobanca, Generali e Telefonica liquidano il tronchetto dell’infelicità e comprano il pacchetto di controllo di Telecom dalla Pirelli per un valore esorbitante. Nel luglio 2007 scrissi: “Il titolo Telecom vale poco più di due euro. La linea del Piave, il K2 degli analisti, sta per essere sfondato. Dopo c’è l’ignoto. Non è una novità. Quando il tronchetto pretese e ottenne 2,9 euro per azione, si sapeva che era un valore ad personam. Perchè sloggiasse con la buonuscita. La proiezione industriale del titolo era tra 1,5 e 1,7 euro”. ... [continua]



Il miglior commento
MORTI BIANCHE: SILOS DELLA MORTE
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di edy s., milano (Voti: 26)
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SE NON CI UCCIDERANNO SUL LAVORO..
CI UCCIDERANNO DI LAVORO !!!!
Di lavoro perche' per star dietro all'economia
impazzita e ai contratti di merda
ci tocca .....
Ucciderci di Fatica !!!!

Lettere dalla Rete

ACROBAZIE POLITICHE DELL'ON. DAMIANO

di Marco Bazzoni - Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Andrea Bagaglio, medico del lavoro
Email: bazzoni_m@tin.it

Nella trasmissione televisiva “Tv7” del 1° agosto 2008, condotta da Sassoli , si è parlato di morti sul lavoro alla presenza degli onorevoli Damiano (ex ministro del lavoro) per il Pd e Lupi per il Pdl. In studio era presente la signora Mulas, che ha rievocato ancora una volta (la prima è stat nella trasmissione “Ballarò” del 23 gennaio 2007) la tragica vicenda che ha colpito drammaticamente la sua famiglia per ben due volte, prima con la morte di un figlio (nel 2000), poi con quella del marito (l’anno dopo), avvenute entrambi in un cantiere edile.
Di queste morti la signora non ha mai avuto giustizia, sia perché la prima impresa si è data fallita prima della sentenza di colpevolezza, sia perché, per la morte del marito, si stanno avvicinando i termini di prescrizione (6 gennaio 2009). La signora Mulas ha chiesto in modo accorato giustizia e più controlli nei luoghi di lavoro.
A tale richiesta l’ex ministro Damiano ha rivendicato la bontà del “Testo unico” sulla sicurezza nei luoghi di lavoro emanato dal suo dicastero, nonché l’assunzione di 1400 ispettori del lavoro. L’onorevole Lupi, invece, ha ribadito la tesi del Pdl, ovvero che per far diminuire gli infortuni sul lavoro basta la buona volontà degli imprenditori.
Purtroppo al dibattito non erano state invitate persone che, come noi, hanno vissuto e vivono quotidianamente l’ambiente di lavoro. Per tale motivo, ci permettiamo per l’ennesima volta di ripetere all’onorevole Damiano, che le assunzioni da lui fatte riguardano la Direzione provinciale del lavoro (ex ispettorato del lavoro) che controlla le evasioni contributive e, al massimo i cantieri edili, previo il consenso delle Asl, deputate per legge alla verifica dell’applicazione delle norme antinfortunistiche in tutti, ripetiamo tutti, i luoghi di lavoro. Damiano ha citato le stragi sul lavoro di Fossano e di Campello sul Clitunno. Vorremmo ricordare che i suoi ispettori, per legge, non avrebbero mai potuto varcare i cancelli per controllare le norme antinfortunistiche. Perché “spacciare” queste assunzioni come una delle risoluzioni del problema degli infortuni sul lavoro, mentre i tecnici-ispettori delle Asl continuano a diminuire?
All’onorevole Lupi invece ribadiamo che di fronte ad un mercato del lavoro selvaggio, ove il profitto e non la vita umana è il bene più prezioso da salvaguardare, i controlli e le sanzioni sono gli unici deterrenti che possono porre freno a questa strage degli innocenti. E in questo siamo concordi con la signora Mulas.



FINANZIARIA: 9 MILIONI DI FAMIGLIE SUL LASTRICO

di A. D. L.

Ciao Beppe,
so che il momento è difficile per tutti e c’è chi sta peggio di me ma non so a chi santo votarmi per farmi (farci!) sentire.
Mi scuso fin d’ora per la foga e, magari, per il disordine con cui esporrò le mie idee. Ma sono fuori di me per la rabbia.
Purtroppo viviamo in paese in cui si deve sempre tendere al peggio e mai al meglio… Abbiamo gli stipendi più bassi d’Europa ma le tariffe no, sono le più alte, i tassi di interesse i più alti, le tasse più alte. Mai che si prenda l’Europa come esempio per il meglio, no…
Ma veniamo al dunque. Il 25 Giugno il ministro Brunetta emana il decreto legge 112 ed individua la categoria che sta portando al fallimento l’Italia: i dipendenti pubblici.
Non si accorge che il nostro paese è ostaggio della mafia, dei politici e dei media corrotti. No, il paese è ostaggio di se stesso. Strano paradosso. I servizi pubblici, quelli che il cittadino paga con le sue stesse tasse, sono un covo di “fannulloni”.
Da questo discenderebbe che nessuno riceva per tempo, tutti i mesi, le proprie pensioni, che i lavoratori in mobilità non ricevano sussidi, che negli ospedali le persone non vengano operate, che nelle scuole gli insegnanti non si presentino, che i poliziotti non rispondano al 113, etc, etc, etc, in uno stillicidio fin troppo facile di frasi purtroppo note.
Voglio gridare con tutto il fiato che ho in gola che siamo tutti cittadini, anche noi dipendenti pubblici (ebbene si, ora getto la maschera!), per cui spesso anche noi ci ritroviamo dall’altra parte dello sportello. Ma non sempre il disservizio è nel “pubblico”. Spesso chiamiamo per giorni il nostro operatore telefonico nel vano tentativo di risolvere un problema e ci ritroviamo in ostaggio di vocine sempre diverse con risposte diverse. Non è pubblico, è privato. A volte la nostra banca ci cambia il contratto unilateralmente, possiamo scegliere se accettare o andarcene. Non è pubblico, è privato. Ci capita di fare file anche di un’ora e mezza per spedire una raccomandata. Non è pubblico, è privato. Ci capita di presentarci al check in di un aeroporto e scoprire che, anche se abbiamo acquistato in tariffa piena due mesi prima, siamo in overbooking e non veniamo imbarcati. Non è pubblico, è privato. Continuo? No, è inutile, siamo tutti nella stessa barca e sappiamo tutti come !
si svolge la vita di noi poveri cristi, nel quotidiano.
Ma torniamo al nostro Brunetta. Scopriamo, nel mezzo delle ferie, che la manovra economica in discussione al parlamento taglia i fondi degli enti con cui si pagano gli incentivi sulla produzione. Ebbene si, signori, vi rivelo che da noi esistono misurazioni della produzione di quantità e qualità ed in base a questi, e al raggiungimento dei risultati individuati all'inizio dell'anno, ci viene erogato un terzo (lo riscrivo in cifre, così capite; 1/3) del nostro stipendio. A partire da gennaio, se la manovra sarà approvata, un terzo dei nostri già miserissimi stipendi, a parità di ore, di produzione, di presenza, non esisterà più!!!!
Abbiamo tentato tutte le vie per protestare ed essere visibili, da quel giorno. Assemblee, scioperi, fiaccolate, manifestazioni sotto la RAI, lettere ai giornali. NIENTE. NIENTE. NIENTE.
Hai ragione Beppe: questa è una dittatura mediatica. Un mese di mobilitazione e nessuno sa che per circa tre milioni di famiglie, al di là dei proclami politici che dicono che non ci saranno nuove tasse, dal 2009 sarà tragedia. Dicevano sicurezza e tagliano gli stipendi dei corpi di polizia, mandano l’esercito!!!! Dicevano meritocrazia e tagliano gli incentivi sulla produttività, l’unica leva gestionale!!! Facciamo presto i conti: 3 milioni di dipendenti (sanità, scuola, ministeri, polizia etc, etc), 3 milioni di famiglie. Se ogni famiglia è di almeno 3 persone i conti sono presto fatti: 9 milioni di persone che lavoreranno per uno stipendio al di sotto della soglia di povertà.
Io, personalmente, perderò circa 500 euro netti al mese… La mia rata di mutuo è molto più alta, però… Perché, già, noi dipendenti pubblici a gennaio 2009 continueremo pagare i mutui che nessuno ci rinegozierà, a pagare le bollette e a tirare la carretta.
La gente è contenta dei proclami del ministro e non sa che la malattia è stata sempre certificata da medici ASL fin dal primo giorno e che, sempre, fin dal primo giorno vi era l’obbligo della visita fiscale. Non sa che già si perdevano i diritti a tutti gli emolumenti accessori, quando ci si assenta (e quindi non solo per malattia, ma anche per ferie, come è d’altronde giusto che sia!). Non sa che i dipendenti sono già licenziabili. Insomma: che ha fatto di concreto il ministro per il bene della Pubblica Amministrazione e della collettività? In sostanza un bel niente!!!
L’unica cosa che ha fatto, quella di toglierci gli incentivi sulla produttività, che era valutata concretamente ed oggettivamente, darà un solo risultato: toglierci motivazione.
Perché non siamo tutti fannulloni. Le amministrazioni, che sono disorganizzate per via dell’esigenza di piazzare nei posti di potere (vedi spoil system) gli amici e i parenti dei soliti noti, anche se questi sono degli emeriti incompetenti, vanno avanti per la buona volontà dei singoli, delle formichine, dei padri e delle madri di famiglia che hanno spirito di servizio ed etica. A volte comprandoci noi le penne e la carta!!!! Senza computers, senza dirigenti in grado di prendere decisioni. Prendendoci responsabilità per cui non siamo pagati. Perché dovete sapere che anche qui c’è lo sfruttamento. Si assumono solo basse qualifiche che, poi, di fatto, fanno lavori di alto funzionariato. E se fa così lo Stato come volete che agisca l’imprenditore privato? Che esempio è questo? Questi “fannulloni” potrebbero rivolgersi al giudice del lavoro, ma non lo fanno perché sanno che non c’è soluzione, né per loro né per il cittadino. Si perderebbe il posto, si verrebbe vessati e poi arri!
verebbe solo un altro al posto tuo. La situazione non cambia.
Ma chi vuole che la giustizia non funzioni? Chi vuole che le pensioni vadano in mano alle assicurazioni private? Noi, forse, che con questi posti di lavoro a mille euro ci campiamo?? Noi, poveracci, che se i servizi pubblici fossero a pagamento, dovremmo chiedere aiuto alla Caritas?? Ma per cortesia!!!! Abbiate rispetto per chi lavora e non fate di tutta l’erba un fascio, che di fascio mi sa che ce ne stanno già propinando un altro!!!
Vi preghiamo di non farvi ingannare da tutto questo fumo. L’intento, infatti, è finire di demolire il pubblico per dare tutto in mano ai privati. Allora, quando le pensioni saranno private, la sanità un bene per pochi e l’istruzione uno status symbol concessa solo alle elitès, vi renderete conto che è troppo tardi e che è stato disperso un immenso patrimonio.
Aiutaci tu, Beppe. Le eccellenze esistono anche nel pubblico e, credimi, sono molte di più dei disservizi.
Non posso dirti dove lavoro. Perderei il posto domani (si, signori, siamo diffidati dall’avere contatti con l’esterno!!!!). Abbiamo colleghi sotto processo disciplinare per aver richiesto interrogazioni parlamentari a tutela dei loro diritti. Non abbiamo neanche la libertà di esprimerci liberamente. Figurati fino a che punto siamo nelle mani del nostro “datore-Stato”. Altro che privilegi.
Abbiamo bisogno di una voce extra-sindacale per far conoscere la verità ai nostri concittadini.
HELP!!!!!!!


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