LA RETE DEL GRILLO
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Il post di Beppe Grillo
DOLCEMENTE VIAGGIARE...Ora ci accingiamo a prendere il biglietto di queste straordinarie autostrade, biglietto che poi si pagherà in base a cosa non si è capito bene... se alla qualità del servizio o alla qualità dell'investimento, ma in tutti e due i casi dovrebbe essere gratis. Noi adesso proviamo prendere qualche iniziativa, basta! Ci siamo rotti le scatole di essere presi per il culo. Le autostrade, come ha detto bene Giorgio Ragazzi, l'economista dell'università di Bergamo ha fatto un libro straordinario che vi invito a prendere che spiega cos'è successo con le autostrade, liberalizzate negli anni '90, pagate fino all'ultima lira dai nostri papà dalle nostre mamme, dai nostri fratelli maggiori, date in pasto a questa cricca di finti imprenditori con le pezze nel culo che prendono le concessioni di dieci anni in dieci anni, fissano le tariffe così e noi continuiamo a pagare una cosa che dovrebbe essere restituita ai cittadini come hanno fatto in Germania e in Inghilterra ... [continua]



Il miglior commento
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di Alba Kan. (Voti: 22)
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"Per salvare il mondo bisogna tornare all'età della pietra, e l'unico modo per farlo è distruggere le industrie e il resto.
Vedo dappertutto sempre più segnali che la vita del consumismo non sia una vita del tutto appagante, penso che ci siano troppe cose, lavorare e consumare constantemente è una follia...sta distruggendo tutto e deve essere fermato.
Trovo che poco valga la pena di essere salvato. Trovo pochi benefici nel preservare questo sistema e possedere tutte queste cose comporta una coercizione: siamo costretti a stare in miniera e alla catena di montaggio, altrimenti non avremmo tutte queste cose. Un mondo di cose
che dobbiamo rincorrere per tutta la vita! Credo che nessuno davvero ci creda, ma per "inerzia" tutto va avanti...
Dev'essere fermato! Dev'essere distrutto!"
John Zerzan

Lettere dalla Rete

Accademia Della Crusca sulla parola TERMOVALORIZZATORE

di M.S.

Caro Beppe Grillo,

mi chiamo Massimo Signori e collaboro col Meet Up di Pistoia.
Da queste parti purtroppo respiriamo da 30 anni diossina grazie all'inceneritore di Montale come avrai potuto durante la tua visita qualche anno fa da queste parti.
Proprio di inceneritori ti volevo parlare perché qualche mese fa ho richiesto all'Accademia della Crusca se non fosse improprio il termine termovalorizzatore se riferito ad un inceneneritore.

Oggi ho ricevuto la risposta che qui allego:

Gentilissimo utente,
in relazione al quesito di consulenza linguistica da Lei inviatoci,
Le trasmettiamo la seguente risposta:

"La risposta, da me curata, alla sua domanda è stata pubblicata nell'ultimo numero della "Crusca per voi" (n° 36, aprile 2008). Gliela riporto di seguito e la informo che, se interessato, può richiedere l'abbonamento all'indirizzo abbonamenti@crusca.fi.it

"Il termine termovalorizzatore è relativamente recente e, anche se le datazioni riportate dai vocabolari non sono perfettamente in linea tra loro, possiamo collocarne la diffusione tra il 1999 e il 2000; la coniazione potrebbe precedere di poco. La parola è registrata nei Neologismi quotidiani di Giovanni Adamo e Valeria Della Valle con attestazione dal quotidiano «La Stampa» del 2001 (la stessa datazione è riportata nel Devoto Oli 2007), mentre il GRADIT, Grande Dizionario Italiano dell'Uso di De Mauro (nel volume di aggiornamenti del 2003) anticipa la datazione al 1999 sempre con un riferimento allo stesso quotidiano; una significativa anticipazione al 1988 è invece registrata nel Sabatini Coletti 2008 in cui però non è riportata la fonte. Poiché si tratta di un termine relativo a una materia regolamentata da direttive europee, alle quali poi si rifanno le normative dei singoli Stati, si potrebbe pensare a un suo primo utilizzo proprio nei testi legislativi, ma in realtà n!
elle direttive europee sull'incenerimento dei rifiuti uscite tra il 1999 e il 2000 (la DE 1999/31/CE e la DE 2000/76/CE) si parla ancora soltanto di inceneritori.
Date queste premesse, è probabile che, come spesso accade per le nuove parole, anche termovalorizzatore sia stata creata in ambito industriale e diffusa per via mediatica: in realtà si tratta, dal punto di vista morfologico, di una parola ben formata con un prefissoide (termo- 'calore') altamente produttivo (come ad esempio in termoconvettore, termoregolatore, termosifone) e dal nome d'agente valorizzatore, a sua volta formato sulla base del verbo valorizzare con il suffisso -tore (quindi 'colui o ciò che valorizza').
Questa neoformazione solleva maggiori problemi a livello semantico: è nata infatti per indicare nuovi impianti di smaltimento dei rifiuti che si fondano su criteri e utilizzano tecnologie in parte diverse rispetto a quelle dei tradizionali inceneritori, ma che non eliminano il processo della combustione dei rifiuti, con tutte le conseguenze che questo comporta sul piano dell'impatto ambientale. Le definizioni riportate dai vocabolari risultano infatti abbastanza opache se le confrontiamo con le discussioni e, in alcuni casi, le aspre polemiche che la realizzazione e la collocazione di questi impianti ha sollevato nell'opinione pubblica. Le definizioni, tutte pressoché analoghe, sono del tipo 'moderno tipo di inceneritore in grado di trasformare determinati rifiuti in fonti energetiche alternative' (GRADIT, 2003) oppure 'impianto per l'eliminazione e il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani mediante combustione e successivo sfruttamento dell'energia termica prodotta' (Neologismi quotidiani). Si tratta in realtà di impianti di incenerimento in cui i rifiuti vengono smaltiti mediante un processo di combustione ad alta temperatura che produce ceneri, polveri e gas come quelli preesistenti, con la differenza che il calore prodotto viene recuperato e utilizzato per produrre vapore e quindi energia elettrica.
Stando così le cose, una denominazione più esaustiva e meno ambigua dovrebbe essere quella di inceneritore con termovalorizzazione (ha circolato inceneritore con recupero energetico, che non ha avuto molta fortuna), ma è certamente scattata, a questo punto, la ricerca di brevità, propria del linguaggio tecnologico, e ne è derivata la semplificazione, che ha anche spostato il maggior carico semantico nel nome di agente dato alla parte dell'impianto che crea valore con la combustione dei rifiuti. Che poi questo spostamento semantico venga anche appoggiato dall'intenzione, da parte di produttori degli impianti e di amministratori, di allontanare nell'opinione pubblica l'idea della pericolosità ambientale e sottolineare il richiamo al valore dell'energia prodotta, è questione che va oltre le competenze del linguista". "

Cordiali saluti,
R.S.
Redazione Consulenza Linguistica
Accademia della Crusca



AGENZIE STATALI CHE DOVREBBERO GARANTIRE I CITTADINI

di M.A.

Caro Beppe Grillo,
sono un povero cittadino italiano che ha abboccato alle falsità che dicono durante le pubblicità delle nostre favolose società telefoniche.
ho richiesto per la mia abitazione un telefono fisso ad INFOSTRADA ed il risultato è stato che mi hanno fatto firmare il contratto e il telefono neanche l'ombra.
dopo che mi sono rivolto al Corecom per il tentativo di conciliazione e fallito questo al AGCOM ed essendomi recato a mie spese a Napoli alla loro sede in presenza dell'avvocato della wind e gli avvocati dell'AGCOM (agenzia per le garanzie delle comunicazioni) loro come arbitri sono passati 2 anni e mezzo e di danni pagati o rimborsi o sentenze nullaaaaaaaa. Paghiamo strutture come il Comitato regionale comunicazioni e l'agenzia nazionale con decine di avvocati in busta paga per non ottenere nulla neanche quando le responsabilità sono riportate sui verbali e firmate dallo stesso legale di wind infostrada.
L'AGCOM dopo 10 mesi dalla firma del verbale a Napoli mi risponde ancora oggi che sono pieni di lavoro.
Ci credo le società in italia con gli italiani fanno quello che vogliono.
Ciao.


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