LA RETE DEL GRILLO
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Il post di Beppe Grillo
POLITICA UNDER 18Testo: "Buongiorno a tutti, anche questa settimana abbiamo avuto ottime occasioni per farci una idea di come funziona la stampa italiana e l’informazione in genere. Guardate non è questa una lamentazione per stracciarvi le vesti e basta, credo che invece sia una occasione per studiare quali sono le tecniche di manipolazione dell’informazione e quindi per conoscerle e riuscire a difendersi. ... [continua]


IL CEMENTO DI QUINTO DI TREVISODistruggere un comune è facile. Trasformare le zone verdi comunali in aree edificabili è un attimo. Un tratto di penna. I sindaci lasciano in eredità casermoni di cemento vuoti. Là dove c'era l'erba ora c'è la speculazione edilizia. Chi paga per le infrastrutture necessarie è comunque sempre il cittadino con le tasse. Le società immobiliari incassano la rivalutazione dei terreni. Sono loro i veri padroni del Comune. Dante Faraoni sindaco per la Lista Civica a Cinque Stelle di Quinto di Treviso, ci fa da Cicerone nello scempio della sua cittadina. ... [continua]



Il miglior commento
AFGNANISTANG
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commento di fran cesca (Voti: 12)

Italiani nel mondo:
quelli che vanno in Afganistan ecc.ecc. ad uccidere e
quelli che vanno in giro per il mondo (Gino Strada)
a curare.
I primi con tanti soldi che il potere gli mette a disposizione,
i secondi senza una lira, sostenuti da persone di buona volontà.

Lettere dalla Rete

GRAZIE DA ONNA

di A. C.

Ciao Beppe,
mi chiamo Alessio, ho vent’anni ed abito ad Onna insieme alla mia famiglia da circa 6 mesi. Amici mi hanno detto che ho avuto la sfortuna di farmi casa e trasferirmi qui proprio poco tempo prima del terremoto. A me non piace affatto pensarla così; mi piace invece pensare che sono stato al contrario fortunatissimo. Oltre alla fortuna, purtroppo praticamente solo personale di avere ancora la mia casa intatta, ne ho avuto un’altra: quella di essere riuscito a vedere e a vivere Onna appena in tempo, prima che la terra decidesse di distruggerla quasi totalmente.
In 5 mesi ho potuto assaporare e conoscere in parte la semplicità, la personalità e la generosità tipica della gente di un piccolo paese, e ho avuto il privilegio di incontrare persone che mi hanno subito fatto sentire a casa e accolto tanto da far sparire quel senso iniziale di incertezza che avevo subito dopo il trasloco. Per quel poco, pochissimo che ho vissuto ad Onna ho avuto la fortuna di assistere agli ultimi giorni, mesi di vita di un paese pieno di storie, di tradizioni, di persone sempre disponibili ad aiutarti, sempre pronte a regalarti un sorriso, a offrirti un caffè senza mai pretendere nulla in cambio se non un altro sorriso da parte tua.
40 sono le persone che si sono addormentate per l’ultima volta, la sera del terremoto, nella loro amata Onna. Alcune le conoscevo. Persone semplici ma speciali allo stesso tempo alle quali non potevi fare a meno di voler bene. Erano entrate a pieno titolo nella mia vita; ora resteranno per sempre nei miei ricordi.
In questa breve mail Beppe, ho voluto descrivere le mie sensazioni, narrarti brevemente i miei pochi ricordi da osservatore; l’ho fatto per darti un mio appoggio per la tua iniziativa in favore di Onna e una conferma che questo è forse il paese da aiutare di più. Perché la gente di Onna, quelli che solo con poca modestia posso chiamare miei compaesani, hanno pagato il prezzo più grande per l’amore per il proprio paese. Io ti seguo da molto tempo e sapere della tua iniziativa non ha fatto che accrescere la mia stima verso di te e verso tutte le persone che collaborano al blog.
Infine naturalmente vorrei ringraziarti infinitamente a nome mio, ma penso a nome di tutte le circa 300 persone rimaste ad Onna che vogliono al più presto tornare a vivere e a sorridere nel loro grande piccolo paese.



EUTELIA: MORTE PROFESSIONALE

di L. C.

Nascere in Olivetti e morire in Eutelia: tale è il destino di centinaia e centinaia di professionisti dell'IT che in questi giorni agonizzano tra l'indifferenza generale, senza più alcuna prospettiva per il futuro perché tutti troppo "anziani" lavorativamente per rimettersi in gioco, e troppo giovani per dare l'addio al mondo del lavoro.
Domani l'ennesima riunione presso il Ministero dello sviluppo economico, ma l'azienda ha anticipato i tempi confermando oggi la dismissione dell'intero reparto IT e la messa in mobilità di 2000 lavoratori a partire dal 1 luglio. Duemila lavoratori che non rientrano più nel core business aziendale; duemila dipendenti che rappresentano quasi l'80% della forza lavoro complessiva!!!
Ma la crisi, in tutto questo, c'entra ben poco: la nostra morte professionale è stata annunciata tre anni fa, quando Eutelia rilevò dipendenti, commesse e asset aziendali da Getronics, che era subentrata anni prima a Olivetti, per la misera cifra di 1 euro. Si tesseva già allora la trama di una tragedia dal finale senza incertezze.
Da domani 2000 lavoratori di Eutelia, molti dei quali laureati, molti dei quali con oltre 25 anni di anzianità aziendale e professionalità universalmente riconosciute, conteranno le ore che porteranno alla fine di tutti quei sogni che si sono infranti sul duro marmo della realtà. Da domani si riprenderà con le azioni di protesta, che ci accompagneranno fino al drammatico epilogo del 30 giugno, ultimo nostro giorno di lavoro.
Adesso chiediamo soltanto di poter levare le nostre voci affrante attraverso i media, perché la nostra disavventura non muoia silenziosamente con noi. Nient'altro.


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