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TUTTO E' MERCATO, IL MERCATO E' TUTTO"Caro Mercato, fai parte ormai della mia vita. Ogni giorno mi informo sulla tua salute, sui tuoi sentimenti ("il sentiment"). Al mattino, a colazione osservo i tuoi primi turbamenti dalla Borsa di Tokyo e all'ora di pranzo mi collego a Wall Street. Piano, piano, senza che me ne accorgessi sei diventato per me moglie, sorella, amante, figlio, mutuo, debito. Sei la mia magnifica ossessione. Mi prendo cura di te come di un Tamagochi. Per capirti ho imparato il tuo linguaggio, parole come spread, bund, derivati, cds. gdo, debito pubblico, swap, bail out mi sono familiari come pappa, mamma, cacca. Sei il primo oggetto di conversazione "Come va il mercato?" "E' stabile?" "Si sta riprendendo?" "Fluttua?" "Cresce?". ... [continua]
LA POLIZIA GRECA VUOLE ARRESTARE LA BCE E IL FMIForse in Grecia non ci sarà il default, ma un colpo di Stato. "Il sindacato di Polizia Greca chiede l'ARRESTO dei rappresentanti della TROIKA! Uno dei principali sindacati della polizia ellenica, la Poasy, con una lettera resa di pubblico dominio ha chiesto alle autorità competenti di emettere ordini di arresto a carico dei rappresentanti in Grecia della cosiddetta 'troika', che accusano apertamente di voler strangolare il Paese attraverso le misure draconiane imposte al governo di Atene per evitare il default. Il messaggio e' stato fatto recapitare direttamente agli interessati: Poul Thomsen del Fondo Monetario Internazionale, Servaz Deruz della Commissione Europea e Klaus Mazuch della BCE. "Siate avvertiti", vi si legge, "del fatto che, in quanto legittimi delegati della polizia greca, esigiamo siano emessi nei vostri confronti ordini di arresto per una vasta gamma di reati previsti dalle leggi vigenti, in armonia con il nostro Codice Penale". segnalazione di anib roma ... [continua]
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di Maria Pia Caporuscio, Roma (Voti: 49)
Preghiera di un bambino: "Non più diluvi, gli uomini si distruggeranno da soli"
- Padre è forse questa l'ora che temevi? Sono questi i cavalieri dell'Apocalisse di cui parlava Giovanni? "Si sono loro!" “Sono i banchieri diventati padroni del mondo. Sono le banche mondiali, le multinazionali, i politici dannati, i media venduti a spianare la strada all'apocalisse che si sta abbattendo sulle nazioni. Sono loro i demoni usciti dagli inferi per compiere la più grande strage che l'umanità abbia mai conosciuto. Sono loro i vampiri con l'insaziabile avidità di nutrirsi del sangue degli uomini. Loro che si sono impadroniti delle nazioni governate da sette sataniche chiamate partiti. Sono loro ad aver creato la globalizzazione del male, finalizzata all'olocausto dell'intera popolazione. Sono loro a nutrirsi di carne umana e non più coi frutti della Terra. Per essi gli uomini sono diventati merce di scambio” - Padre.... Stanno distruggendo i semi del grano con gli ogm. Stanno uccidendo i polmoni della Terra, distruggendo le foreste. Stanno violentandola la Terra rendendola sterile. Stanno avvelenando l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo. Stanno riscaldando il nostro pianeta e i ghiacciai si vanno sciogliendo. Padre! Fermali tu!
Salvaci come facesti con Noè: Metti questi dannati dentro l’arca e lasciala affondare.
Così non verrai meno alla parola: non moriranno gli uomini sulla terra, ma quelli sopra l’arca!
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Torino contro i pesticidi e la moria delle apidi V.B.
È matematico: la prima volta in cui dici che abbiamo presentato un ordine del giorno in difesa delle api, c’è sempre qualcuno che si mette a ridere; qualche battuta scappa sempre. Eppure, quando poi spieghi l’argomento, tutti si rendono conto che la questione è estremamente seria.
Circa cinque anni fa, infatti, le api hanno cominciato a morire in massa, in certi casi fino al 90% delle colonie, senza che si capisse bene il perché. Se muoiono le api, non manca soltanto il miele; viene messo a rischio l’intero ciclo della natura. Dovremmo infatti tutti ricordare, sin dalle scuole elementari, che le api sono responsabili dell’impollinazione dei fiori e dunque della riproduzione delle specie vegetali, che a loro volta alimentano gli animali e infine l’uomo (direttamente dai Simpson, ricordiamo la catena alimentare dell’uomo). Niente api, niente natura, niente uomo.A tutt’oggi non è chiara la ragione ultima di questa moria: i fattori sospetti sono molti, dagli OGM alle radiazioni dei cellulari. Tuttavia, le analisi hanno indicato la presenza tra le api morte di una particolare categoria di pesticidi “innovativi”, noti come neonicotinoidi, e utilizzati per “conciare” i semi del mais e di altre colture (barbabietole, patate) prima di seminarli, per renderli intrinsecamente resistenti ai parassiti. Vari studi scientifici sostengono che questi pesticidi intervengano sul sistema nervoso delle api e in sostanza le uccidano… e non è nemmeno chiaro cosa succeda al sistema nervoso degli umani che mangiano i frutti derivanti da questi semi. ltri, comunque, sostengono che i neonicotinoidi non facciano poi così male: sono le multinazionali come Monsanto, Bayer e BASF, che li producono (ma se volete potete anche comprarli su Internet dalla Cina), e gli agricoltori che li usano. Sta di fatto però che, quando si è introdotto un divieto temporaneo e precauzionale di questi pesticidi, le api sono tornate a vivere.
Il divieto è stato via via prolungato, di anno in anno, ma è sempre a rischio di essere rimosso, grazie alle pressioni delle lobby sopra citate. Così a ottobre, dopo la manifestazione a cui abbiamo partecipato qui a Torino per chiedere l’ennesima proroga, ho pensato che anche la Città potesse prendere posizione. Ho dunque scritto e presentato un ordine del giorno, che è infine arrivato in votazione lunedì 30 gennaio, ed è stato approvato all’unanimità: la Città di Torino chiede ufficialmente al governo di rendere definitivo il divieto d’uso dei neonicotinoidi in agricoltura, senza condizioni. Anche qui in Comune, superate le risatine, tutti si sono resi conto della gravità del problema: speriamo che altre città possano seguirci, e che - in vista della prossima scadenza del divieto provvisorio, fissata per il 30 giugno - si possa arrivare a un divieto definitivo.
Siete sicuri di stare al sicuro?di M.L.
Sono anni che ho preso a cuore (nel vero senso della parola!) il progetto di diffondere i DAE, ovvero Defibrillatori Automatici cha possano essere utilizzati dai “laici”, nei luoghi pubblici per difenderci da quello che definisco il “cecchino invisibile”, ovvero l’arresto cardiaco improvviso.
Il gruppo su Facebook “Sessantamilavitedasalvare” ha raggiunto più di 1.700 adesioni e giornalmente mi applico con passione alla diffusione di questa cultura del soccorso che è ancora appannaggio di pochi. Di "nicchia" direi. L’episodio che vi voglio raccontare la dice purtroppo lunga su come siamo ancora messi male su certi argomenti e arretrati nella diffusione di certe culture. Un paio di giorni fa il “Corriere della Sera”, nella sezione “Corriere Salute”, ha pubblicato ben tre pagine all’argomento defibrillazione, segnale che le cose cominciano a muoversi.
Anche in virtù di questo articolo, vengo chiamato da un esponente politico regionale della Lombardia, che mi da appuntamento nel suo ufficio. Arrivo al Pirellone con lo zainetto contenente il mio fido DAE, da mostrare per poterne illustrare bene l’utilizzo semplice ed intuitivo. Sono chiaramente in abiti civili e non con la divisa da soccorritore, professione che svolgo da 20 'anni. Si, perchè Sessantamilavitedasalvare fa parte del mio tempo libero, che utilizzo per la diffusione del mio defibrillazione-pensiero. All’entrata vengo registrato, fornisco tutti i miei dati e mi viene consegnato un badge identificativo come ospite. Dopodiché mi attende il Metal Detector, stile aeroporto. Io passo indenne, ma lo zainetto col DAE che pongo sul nastro e che passa il vaglio delle telecamere a raggi X crea allarme: all’interno ci sono dei rasoi usa e getta e un paio di forbici bottonute (senza punta), dotazione di base per un soccorso su arresto cardiaco.
Ovviamente vengo fermato. Spiego al vigilantes chi sono e a cosa servono quegli oggetti. Il tipo si agita e chiama un suo responsabile. Arriva il responsabile, signore distinto ed elegante in giacca e cravatta, e rispiego che le forbici possono servire per tagliare gli indumenti di una persona priva di sensi, per potergli esporre il torace dove verranno applicati gli elettrodi del defibrillatore che sono venuto a mostrare. E nel caso si tratti di un uomo, i rasoi servono a radere i peli del petto per fare in modo che le piastre adesive aderiscano correttamente.
L’uomo non sente ragioni: forbici e rasoi sono, a sua detta, un pericolo per la sicurezza: armi che potrei usare per attentare alla vita delle alte personalità del palazzo! E, continua lui, questa struttura è comunque dotata di un’infermeria dove abbiamo tutti i presidi necessari per qualsiasi evenienza! E’ irremovibile e quindi rasoi e forbici restano lì ed io, furente, proseguo verso il mio appuntamento. Finito il colloquio per il quale ero venuto, devo assolutamente levarmi lo sfizio: vado in infermeria a vedere quali presidi all’avanguardia abbiano. Busso alla porta e mi viene aperto da una signora in camice bianco. “Mi scusi” chiedo “potrei vedere per cortesia il defibrillatore che avete in dotazione?” Attimo di pausa e di imbarazzo “Ehm ... una volta.... sono certa che ci fosse…” risponde lei “ma dopo il trasloco degli uffici, non l’abbiamo più trovato”.
Bah, forse non aveva passato il controllo del Metal Detector all’ingresso…Ma forbici e rasoi almeno ce li avranno avuti? Perchè nel caso, prima di farsi venire un Arresto Cardiaco all’interno del Palazzo del Consiglio Regionale, il paziente è pregato di farsi trovare a torso nudo e ben depilato!
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La politica del soldato
di Gavavenezia
Chi troppo vuole...
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