LA RETE DEL GRILLO
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Il post di Beppe Grillo
I salvati e i sommersi

Cari parlamentari, cari membri del governo, caro Fini, che ieri hai cacciato un deputato dall'aula perché ha usato "un linguaggio da trivio" dicendo che "i giovani si sono rotti i coglioni" di fronte a un plotone di condannati in via definitiva, in primo o secondo grado o indagati. Voi siete responsabili della deriva sociale che può fare esplodere l'Italia. Il Paese si è rotto i coglioni di una massa di incapaci che ha accumulato duemila miliardi di debito e che si riempie la bocca di parole senza significato come "spending review", un inglese che ammanta di prestigio la solita presa per il culo. In quell'aula, la Camera dei deputati, ridotta al rango di un postribolo, tutti prendono o prenderanno un vitalizio da parlamentare, quasi tutti una pensione d'oro, quasi tutti più pensioni. E' necessario un censimento, nome per nome di ogni parlamentare, di ogni appartenente alle istituzioni, con la sua pensione percepita.

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Non nominare il nome di Passera invano

In un altro Paese, in Inghilterra o in Germania, la notizia dell'indagine della Procura di Biella su Passera sarebbe in prima pagina su tutti i giornali. In fin dei conti è il ministro dello Sviluppo Economico della Repubblica Italiana. Un ministro tedesco avrebbe rassegnato le dimissioni in attesa della fine delle indagini? Bella domanda. Il comunicato della Procura su presunti illeciti fiscali avvenuti durante il periodo della sua carica di amministratore delegato di Banca Intesa è presente sul sito della Stampa nell'edizione di Biella e poco più. Sembra che non interessi a nessuno. L'innocenza di Passera è certa fino a prova contraria, il silenzio dei media è invece sicuramente colpevole.

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Il miglior commento
Il mestiere del sicario in Guatemala
leggi il post

di davide lak (davlak) (Voti: 12)

"Quando una nazione ricca installa una discarica di rifiuti chimici o nucleari in un paese povero sta saccheggiando il futuro di quell'agglomerato umano, perché se i rifiuti sono, come dicono, "inoffensivi", per quale ragione non hanno installato la discarica sul proprio territorio?"

(Luis Sepulveda: Il mondo alla fine del mondo)

Lettere dalla Rete

Conseguenze devastanti della "spending review"

di A.P.

Caro Beppe,
ti seguo da sempre. Sono docente di Biologia di un Liceo di Cagliari e il mio stipendio ammonta, attualmente, a 1650 euro mensili. Ho due figlie di 16 e 14 anni ed essendo sola non ho altre fonti di reddito. Quest’anno, sull’effetto della legge Gelmini che ha eliminato, dagli indirizzi in cui ero docente, l’insegnamento della Biologia, ho perso la cattedra dopo 28 anni di ruolo per entrare nel limbo dei docenti in esubero. Grazie ai tagli della “spending review” potrei perdere il lavoro e la mia angoscia attualmente è legata al futuro delle mie figlie, due splendide donne che avrebbero il diritto di proseguire nei loro studi.
Le mia condizione di docente in esubero nasce a causa dello stalking agito da un collega nei miei confronti per due anni, che mi ha portato a chiedere il trasferimento dall’Istituto in cui lavoravo in precedenza. I meccanismi della scuola sono tali per cui chi è al primo anno di trasferimento passa ultimo in graduatoria d’istituto, a prescindere dal suo punteggio. Io conoscevo i rischi, ma la condizione in cui lavoravo, sotto minaccia continua da parte del collega e il mobbing cui la Dirigenza mi sottoponeva per difendere lo stalker erano diventati talmente insostenibili. Ho sporto querela nei confronti del collega e attendo il processo. Nonostante le lettere e le telefonate di minacce e di insulti , pervenute a me, alle mie figlie al padre di mie figlie e ai miei anziani genitori, gli appostamenti sotto casa, le minacce, le aggressioni a scuola, nella mia classe alla presenza degli alunni, lo stesso PM che segue le indagini per la mia querela ha, intanto, rinviato a giudizio me, per diffamazione, sulla base di una lettera inviata al Dirigente in cui chiedevo tutela. Il processo nei miei confronti è terminato con la mia assoluzione piena, ma quello a suo carico non è ancora iniziato e, conoscendo i tempi della giustizia, soprattutto in Sardegna, temo che finirà per decorrenza dei termini e prescrizione.
Sto vivendo sulla mia pelle, e mie figlie con me, tutto l’effetto devastante di un potere che schiaccia i diritti, distrugge la vita delle persone, soprattutto le donne, e le riporta indietro di un secolo. Provengo da una famiglia povera, mio padre faceva il sarto, organizzava nel 1943 i primi nuclei comunisti clandestini ed è stato fondatore della sezione del PCI in un paesino della provincia di Cagliari nel 1945. Mia madre lavorava alla mensa scolastica e, nel 1972, aveva uno stipendio di 10 mila lire. Ho lavorato per mantenermi gli studi al Liceo e all’Università, mi sono laureata regolarmente e mi sono specializzata lavorando gratuitamente negli Istituti universitari e nei laboratori ospedalieri. Ho superato 2 concorsi abilitanti all’insegnamento e ho optato per la scuola. Ho combattuto battaglie politiche e civili, come donna e come comunista.
Ho avuto, finora, una grande forza d’animo e di volontà, gli insegnamenti gramsciani di mio padre e la mia formazione femminista mi hanno sostenuta. Ma adesso le mie energie non sono sufficienti perché non trovano sostegno se non nel mio istinto materno. Dopo Genova e dopo l’ultima disillusione del 15 ottobre a Roma, ho colto tutto il disorientamento dell’ opposizione e dell’antagonismo a un sistema che si mostra ogni giorno nella sua faccia più barbara, nel constatare la velocità con cui si distruggono le sovranità costituzionali degli Stati e i diritti umani, la prepotenza arroccata delle caste finanziarie e la feroce ingordigia della classe politica, amministrativa, militare e giudiziaria. Si, anche la magistratura è fatta di personaggi legati ai poteri massonici, nella mia città si diventa magistrati per diritto di discendenza e di loggia.
Non mi suiciderò, non posso perché ho dei doveri di madre. Ma quando non li avrò più, almeno legalmente, credo che la mia rabbia non avrà più motivo di essere contenuta.
Ti saluto caramente.



Una legge medievale sulle separazioni

di M.P.

Ciao Beppe, come tutta la mia familia sono un tuo fan fin dai tempi de "te lo do io il Brasile", volevo chiederti un aiuto per me e molti italiani che sono nella mia situazione.
Praticamente sono separato,peró con la legge del divorzio che abbiamo in Italia non aiuta una persona a potersi rifare una vita,io non ho avuto figli ed é stato un bene,s o che c'é una proposta per ridurre a 2 anni per chi ha figli e a uno per chi non ha figli il periodo di separazione, peró l'avevano relegata a la ultima discussione del giorno e poi il nulla é sparita,non si sa bene dove.
Ti dico la veritá ho conosciuto una ragazza fantastica, però, dal momento che è messicana, abbiamo appunto il problema del permesso di soggiorno in Spagna sono abbastanza duri in queste cose, e purtroppo non possiamo vivere insieme perché il divorzio é lungo, troppo tempo per persone che hanno deciso in modo consensuale di divorziare.
Solo questo se puoi dare un po' piú risalto alla notizia se avrai la occasione siamo in molti in questa situazione e l'Italia é l'unico paese d'Europa che ha ancora una legge medievale in questo senso.
Ti mando un forte abbraccio e un saluto


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