LA RETE DEL GRILLO
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Il post di Beppe Grillo
L'autunno dell'economia

La farsa di questo governo, ma forse è più corretto chiamarlo amministrazione controllata, continua. La cartina di tornasole è il debito pubblico che continua ad aumentare. E' arrivato a 1.972 miliardi. A Capodanno brinderemo per il superamento dei 2.000 miliardi. La crescita del debito, l'unica crescita che in Italia ci possiamo permettere, porta con sé nuovi interessi da pagare che, nel tempo, rendono inutile qualunque nuova tassa. In sostanza abbiamo pagato l'IMU e subito un aumento del prelievo fiscale soltanto per coprire gli interessi sul nuovo debito accumulato nell'era di Rigor Montis.

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L'inceneritore di Ca' del Bue di Verona

"Nell'aria di Verona verranno dispersi a breve 572kg di inquinanti ogni giorno. 143 tonnellate di polveri e scorie da combustione verranno depositate ogni giorno nella fertile Pianura Padana. Così vuole chi ha deciso la costruzione dell'inceneritore di Ca' del Bue. Ma c'è un problema. L'inceneritore necessita di 600 tonnellate al giorno di rifiuti solidi urbani da bruciare, mentre i veronesi (la cui raccolta differenziata è del 52%, bel lontana dall'obiettivo del 65%) ne riescono a racimolare solo 372. La soluzione pensata dal Consiglio Comunale è geniale! Si vuole rendere Amia (società partecipata per il 100% dal Comune di Verona), azienda che gestisce i rifiuti, una controllata da Agsm Verona, altra società partecipata del Comune. Risparmi? Nessuno!

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Il miglior commento
Passaparola - Lassu' al Sud - Pino Aprile
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Alessandro crapanzano (alexander009) (Voti: 32)

Vengo dalla provincia di Enna ma da anni vivo altrove (nord Italia prima e Regno Unito poi).
Sono abbastanza un acuto osservatore di differenze tra regioni e devo dire 2 cose riguardo a questa analisi. Una conferma prima di tutto: negli ultimi 20 anni ho visto il sud Italia migliorare notevolmente, mentre ho visto il nord Italia peggiorare. Nel paese di mia provenienza (in provincia di Enna appunto) c'erano circa 10 esercizi commerciali 20 anni fa, ora ce ne sono almeno un centinaio. Il cambiamento e' avvenuto dopo il cambio al vertice della mafia a causa dell'arresto di Riina, esponenti locali della malavita mi hanno confermato che il cambiamento e' stato dovuto al cambiamento di strategia della mafia (ricordate quando Grillo diceva che la mafia ha cambiato strategia, non uccide piu' i clienti, non chiede piu' il pizzo? Ecco intendeva proprio questo, i mafiosi non vanno piu' a taglieggiare, sono direttamente in Comune ora). Nel frattempo pero' il nord Italia ha fatto passi indietro. Penso che le statistiche che indicano questo "boom economico" in essere nel sud e in particolare in provincia di Enna sia dovuto in buona parte a questo fenomeno, di allentamento del controllo mafioso sul commercio. Mentre il peggioramento generale delle infrastrutture nel resto d'Italia sia dovuto al fenomeno opposto, ovvero al trasferimento della mafia nelle istituzioni. Quindi in definitiva inutile dire "la gente del sud sa' rimboccarsi le maniche" o "la gente del sud non vuole lavorare", sono inutili generalizzazioni. Sarebbe piu' utile dire "troviamo una risposta alla nuova strategia della mafia".
Siccome il M5S propone al centro dei propri programmi la democrazia diretta, e questa sarebbe in grado di affondare la mafia, togliendo potere ai partiti che sono da sempre il fulcro su cui la mafia appunto fa leva, la risposta sta nella vittoria del M5S alle prossime elezioni.

Lettere dalla Rete

La ratio dei tagli linerai: i torti e le ragioni

di M.L.

E' complicato separare torti e ragioni nel dibattito sui tagli alla spesa pubblica. A parlare con i sindaci dei piccoli/medi comuni, schierarsi contro questa modalità di risparmio è un inevitabile riflesso. Però lo sguardo dovrebbe essere più profondo e largo, per capire come si è giunti alla logica della scure e se questo non si debba, forse, ad un processo di decentramento e privatizzazione non accompagnato dalla necessaria responsabilizzazione dei poteri locali.
I nuovi super-sindaci, e pseudo-governatori provinciali e regionali, hanno spesso utilizzato il bilancio dell'ente amministrato come bancomat per clientele e parentele. Nella storia italiana ciò è stato sempre fatto, certo, ma negli ultimi venti anni con l'incoscienza di chi non poteva non sapere che la spesa in deficit - utile sì a fini keynesiani, ma non certo a quelli cencelliani e di voto di scambio - era un lusso che il paese non poteva più permettersi in modo incontrollato (vogliamo parlare dei debiti con le banche rinegoziati di recente in swap insostenibili) e, soprattutto, senza il controllo dei consigli elettivi ridotti a circoli di tresette, affiancati da assessori farsa e con una pianta dirigenziale di effettiva nomina politica. Tutto questo agli amministratori locali non si perdona, di aver agito per anni così irresponsabilmente e svegliarsi ora spaesati come biancaneve baciata, stavolta, dalla strega. Quando il presidente UPI, forse per salvare centinaia di poltrone tra assessori e consiglieri - le nuove province, meno della metà delle attuali, avranno solo il presidente e dieci consiglieri, questi ultimi, si spera, pagati a gettone, ed una pianta dirigenziale più che decimata -, tira in ballo le bollette delle scuole, come non fosse loro noto che la fatiscenza ai limiti dell'inagibilità di quasi tutti i nostri istituti superiori è dovuta all'essere ubicati in locali decrepiti, spesso ex conventi o ex ospedali, mal (o mai) ristrutturati dal dopoguerra ad oggi. A dispetto delle manovre Tremonti, per non ledere l'autonomia finanziaria di Regioni ed Enti Locali, la maggior parte dei tagli della spending review può essere sostituita con misure alternative proposte in sede di Conferenza Stato-Regioni dagli enti territoriali stessi. Prendiamo la sanità, piuttosto che far la cresta su posti letto e appalti di servizi e medicinali, come imposto dal Decreto, dal 2013 si potrebbe proporre di risparmiare le stesse cifre accorpando dipartimenti inutili, eliminando reparti composti da tre o quattro persone, chiudendo costosissimi centri dall'opinabile eccellenza, sfoltendo l'esercito di consulenti e personale comandato. Ma qui ci si gioca il consenso dell'Italia che conta, dei "figli di" cui mai si negherebbe un posto pubblico in ospedali, società a capitale pubblico, enti di vario genere ed università. Per non parlare dei contributi erogati con bandi fotografia all'associazione o all'impresa del potente a cui non puoi proprio dire di no. Troppo spesso gli enti pubblici sono stati usati come il capofamiglia fa con la propria ditta, piazzandovi cioè figli e parenti a prescindere dalle loro capacità: nel primo caso gravando sull'erario, nel secondo creando imprese che non riescono a competere sul mercato - con la differenza che quasi tutto il settore pubblico fa acqua, mentre resiste uno zoccolo di aziende che sa farsi ancora valere a livello internazionale. Ecco, pur condividendo l'opposizione ai tagli, non si vede una classe dirigente disposta finalmente a cambiare. Pressati dall'urgenza di sistemare i "potenti" colpiti dai tagli, la priorità di suddetti dirigenti sarà davvero quella di sostenere la povera gente? Tutti i Decreti Monti sono stati convertiti con modificazioni dal Parlamento: perché certi emendamenti son passati e certi altri no? Mobilitarsi certo. Scendere in piazza, come no. Ma senza più le fette di prosciutto sugli occhi: costa troppo caro e non possiamo più permettercelo.



La Idem ed i media

di G.R.

E’ incredibile, come in un crudele gioco al ribasso, alla ricerca dei disonore più profondo la categoria dei giornalisti (almeno quelli che sguazzano nell’ufficialità), giorno dopo giorno, cerca occasioni sempre più spinte per screditarsi. Non bastasse l’uso che fanno, da papponi, degli spettacoli sportivi, veri e propri caravanserragli per veicolare prodotti di consumo, attorno ai quali girano fiumi di denaro e tanta corruttela morale, sempre associata ad esso; ecco, oggi tirano in ballo Grillo e lo mettono in bocca a questa anziana sportiva (la Idem, 47 anni), tutta muscoli e poco cervello, per farle dire in una battuta (Grillo è una patacca) quello che loro non possono affermare per scarsa dignità. Che dire, è la società dello spettacolo, dove ciò che conta è rappresentare se stessi come punti di arrivo a prescindere da ciò che si è veramente e dai valori che si esprime. Ma ciò che è peggio, essere usati da tutti (si guardi il caso dell’amplificazione in chiave mediatica dello psico-dramma del marciatore reo-confesso), i giornalisti appunto ma, anche, sponsor di ogni genere e non ultimi i politici (Napolitano è sempre in prima fila) che li utilizzano per dividere onori, più o meno nazionali, ben poco meritati nel proprio campo. Ah, la decadenza, non perde occasione per manifestarsi! Ci sarà mai una fine?
A futura memoria.


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