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Rendere le batterie migliori, più economiche, più sicure e in grado di trattenere più energia e più a lungo, sarà la vera sfida per far crescere sia l’uso mondiale di energia pulita sia le auto elettriche. Ma a frenare il tutto ci sono i confini chimici e fisici delle batterie e il difficile ridimensionamento delle celle. Allora come ridurre i costi? Questo è uno dei motivi principali per cui l’intelligenza artificiale avrà un ruolo chiave nel settore delle batterie. Perché è tempo di attingere all’intelligenza informatica per rivoluzionare questa tecnologia.

I ricercatori universitari e governativi, nonché gli imprenditori, stanno sperimentando l’intelligenza artificiale, nel settore batterie, già da un pò, ma non hanno ancora capito come risolvere i vari problemi.

Nella Silicon Valley è stata da poco lanciata una startup chiamata Holy Grail. La giovane società si propone proprio di automatizzare la ricerca e lo sviluppo nel settore batterie, con l’aiuto dell’IA. La società sta usando la modellazione computerizzata e la produzione automatizzata per cercare di capire come superare i confini che ci separano dall’avere un prodotto rivoluzionario.

Non sono solo le startup ad essere interessate, anche le grandi case dell’auto hanno vari progetti in cantiere. Il braccio di ricerca di Toyota ha messo sul tavolo 35 milioni per sviluppare un’iniziativa a supporto dell’IA per la ricerca sulle batterie.

Alla fine, ha senso che una tecnologia così elementare, che potrebbe essere la chiave di volta per ridurre le emissioni di carbonio, faccia uso di tutti i mezzi disponibili per fare progressi significativi. Il problema è troppo importante, e il cervello umano potrebbe metterci troppo per analizzare tutte le varie ipotesi e variabili. Facciamoci dare una mano.