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Nel silenzio di oltretomba dei media la scorsa settimana ho portato con un furgone le firme dei referendum alla Corte di Cassazione a Roma. Scaricate a mano, come un vero camallo. Qualcuno mi ha aiutato, ma ho fatto la mia parte di lavoro. Belin. I 60 scatoloni, spruzzati di antitarma, sono ora allineati nel caveau del Palazzo. Ad ottobre verrà deciso se i referendum sono ammissibili per la Costituzione. Se passeranno l’esame ci sarà il conteggio e la validazione delle firme.
E’ il secondo atto democratico popolare compiuto da chi segue il blog, i Meetup, le organizzazioni libere di cittadini, le liste civiche apartitiche hanno compiuto in SOLI otto mesi.
L’otto settembre 2007 sembra una data remota. Lontana. Da allora è successo di tutto. E’ caduto il governo. Si sono formati due gruppi di affari trasversali, PDL e PDmenoelle. Ad ogni azione del movimento c’è stata un’azione uguale e contraria. Alla raccolta differenziata si è risposto con gli inceneritori. A un Parlamento Pulito con un aumento di inquisiti e condannati. Alla riforma della legge elettorale per scegliere il proprio candidato con un vaffanculo. E, anzi, con la proposta di estendere la nomina dei deputati (amanti, mogli, mafiosi) da parte dei segretari di partito anche al Parlamento Europeo. Alla cancellazione della legge Maroni (intestata a Biagi) con un aumento dei precari e delle morti (assassinii) sul lavoro. Alla richiesta di diminuire la presenza militare con un incremento delle spese militari, alla nuova base di Vicenza, all’impegno in Afghanistan. All’abolizione delle leggi vergogna che impediscono qualunque condanna con il delirio dello psiconano e la sua distruzione, mirata, cocciuta, testarda delle leggi e della magistratura.
Si sono accorti che il muro stava cedendo. Il comitato di affari PDL e PDmenoelle ha deciso di costruire una muraglia. Ignorare le richieste di milioni di persone. Schifarle dall’alto della loro sovranità. L’azione uguale e contraria, il muro dei postcomunisti e dei piduistisempreverdi, ha prodotto i suoi effetti anche sull’informazione. Del movimento, e di Beppe Grillo, o non si parla o lo si demonizza. Siamo un prodotto “subculturale” come ha scritto il grande intellettuale Massimo Giannini su Repubblica. Iracondi, con la bava alla bocca. Ecco come ci descrivono i riformisti, razionali, intellettuali.
Dopo il 25 aprile la Comunità Europea ha ribadito che Rete4 deve lasciare le sue frequenze a Europa7, che la Gasparri va cambiata. Non ci sarebbe bisogno di un referendum o di un VDay al giorno per cambiare l’Italia. Sarebbe sufficiente applicare le leggi e avere dei rappresentanti onesti in Parlamento. In settembre chiederò di presentare al Senato le tre leggi popolari firmate da 350.000 cittadini come previsto dalla legge. Fuori i condannati dal Parlamento, scelta del candidato, un massimo di due legislature.
Lo avete notato? Un risultato lo abbiamo ottenuto: i nostri dipendenti non ridono più e Berlusconi non racconta più barzellette. Sembra divorato dal fuoco di Sant’Antonio. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.
Ps: il muro ha delle crepe. Ripeto: il muro ha delle crepe.


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del 13 Luglio 2008