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Foto: http://www.romaperiferie.it/modules.php?name=News&file=article&sid=101

Oggi 22 marzo alle ore 20 sarò a Roma (via Casilina Km 18, Borgata Finocchio) per inaugurare i lavori della Collina della pace, il parco pubblico che sorgerà sulla ex-proprietà confiscata dallo Stato alla Banda della Magliana.

Insieme a me ci saranno Paolo Carrazza, Assessore alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo Locale, il Lavoro, Don Ciotti Presidente di Libera, Giancarlo Caselli Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Torino.

La confisca delle proprietà mafiose si deve anche all’associazione antimafia Libera, che ha contribuito a far varare la Legge 109/96 sul riutilizzo a fini sociali dei beni conquistati ai mafiosi.

Su 13.000 mq, dove nel 2004 è stato abbattuto un edificio ecomostruoso di 20.000 metri cubi, sorgeranno un parco pubblico, una biblioteca e alcuni spazi di cultura.

Parteciperò a questa festa anche per ricordare tre cose:

1) IL CEMENTO
L’Italia è al primo posto nel mondo per consumo pro capite di cemento

2) LE GRANDI OPERE
Oggi ci sono due tipi di grandi opere: quelle dei muratori e quelle degli artificieri.
In un Paese sovracostruito e sovracementato come l’Italia, le grandi opere più urgenti richiedono i secondi, non i primi.

Da decenni ogni secondo viene cementato un nuovo metro di Italia.

Oggi però, dopo tutto quello che abbiamo costruito, bisogna cominciare a pensare che il progresso è diventato il contrario: meno costruzioni e più natura.

3) IL RICORDO
Sulla “Collina della pace” fate un parco e una biblioteca. Ma fate anche un piccolo museo, un monumento o almeno una lapide per ricordare cosa è stata questa collina prima.
Se andate a Seveso, sulla zona A, quella resa inabitabile dalla diossina della ICMESA della HOFMANN-LA ROCHE, oggi c’è solo un cartello: “Bosco delle Querce”.
Sembra un paradiso. Sotto però c’è la diossina. Sopra non c’è nemmeno una parola per ricordare cosa è avvenuto in quel posto.