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“Mentre in Siria è in corso uno dei conflitti più sanguinosi dell’ultimo secolo e migliaia di rifugiati spingono per ricevere una protezione dai Paesi dell’Unione europea, il governo italiano continua a vendere armi agli Stati del Golfo, direttamente coinvolti nella guerra civile siriana e tra i primi finanziatori del terrorismo”. La scorsa settimana è stata firmata un’intesa dal governoper la vendita di una maxi-commessa di 28 caccia Eurofighter Typhoon al Kuwait. In questi mesi dal nostro Paese sono continuate ad essere inviate bombe e forniture militari per le forze armate dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti che, secondo diverse ong internazionali, possono essere state usate nei bombardamenti contro la popolazione yemenita, ma che non si esclude possano essere state impiegate anche nella “guerra per procura” siriana.

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Di recente il presidente del Cosniglio ha siglato un memorandum d’intesa con il suo omologo kuwaitiano, Al Hamad Al Sabah, per la vendita di una maxi-commessa di 28 caccia Eurofighter Typhoon (la cui capacità di produrli completamente in Europa dimostra, per inciso, l’irrazionalità del programma di acquisto degli F35 made in Usa). Questo significa che, in sostanza, nonostante il nostro premier continui a chiedere aiuto all’Europa sull’emergenza migranti è il primo che contribuisce a fomentare tale emergenza, armando un paese in guerra di dubbia affidabilità e, peraltro, in violazione del divieto di vendere armi a Paesi coinvolti in conflitti previsto dalla legge 185 del 1990. Di questo ne chiederemo conto in Parlamento e nelle opportune sedi istituzionali, proponendo già al ministero della Difesa, in un’interrogazione, un congelamento della stessa commessa” M5S Parlamento

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