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“Chi crede che Marchionne e il gruppo Fiat vogliano restare a Pomigliano, racconta bugie a se stesso e agli altri. Un pò alla volta hanno smantellato lo stabilimento e hanno licenziato tutti gli operai. Negli anni ’90, lo stabilimento “Giambattista Vico” di Pomigliano aveva oltre 30.000 operai, oggi ne ha circa 2.000 “assunti” collocati continuamente in cassa integrazione “perchè la Nuova Panda non vende“. Altri 2.400 sono da tre anni in cassa integrazione (che scadrà a luglio). L’8 dicembre le mogli degli operai hanno fatto la festa a Marchionne, gli hanno portato le ricevute dei “regali” che il gruppo Fiat ha ricevuto in tutti questi anni, incluse le mazzette. Più che una società, la Fiat è una onlus che riceve donazioni dallo Stato da sempre. Siamo giunti all’epilogo, lo stabilimento è fermo. Nessuna classe politica di questa Regione ha mai pensato ad un piano di sviluppo alternativo per questi territori. Abbiamo stabilmenti pronti per fabbricare i prodotti della green economy, per lanciarsi sul mercato della mobilità sostenibile con veicoli alternativi. Eppure non è mai stata varata una sola legge nazionale o regionale che permettesse la vera conversione energetica e trasportistica nelle nostre città. Ignoranza o mala fede?” Antonio Malfi, M5S Pomigliano