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Chi perde un lavoro, chi non ce l’ha, è abbandonato dallo Stato. I dati sulla disoccupazione, specie quella giovanile, sono devastanti. La cassa integrazione è a rischio, ma le richieste aumentano. La priorità di governo non dovrebbe essere l’Expo come dice il Nipote di suo Zio, ma queste persone. Un reddito minimo di cittadinanza e l’abolizione graduale dell’IRAP per far ripartire le piccole e medie imprese non è “follia visionaria”, ma ciò di cui ha bisogno urgente il Paese.

“Io, disoccupato, 45 anni, ho lavorato per 24 anni in un Tour Operator, poi la crisi e l’azienda che chiude. Sono 8 mesi che sono senza lavoro e ho due figli. Sto cercando in ogni modo di trovare un’occupazione e sono disponsto a fare qualsiasi cosa pur di “far qualcosa“. Cerco di rimettermi in gioco, di trovare soluzioni. Ho anche fatto un corso (euro 750,00 + le spese di viaggio) per ottenere la qualificazione come autista di pullman. Non mollerò mai, continuerò a provare. Ma possibile che nessuna istituzione mi da una mano per cercare di reintrodurmi nel mondo del lavoro?
Io, disoccupato, 45 anni, ho pagato tasse e continuo a pagarne che mi schiacciano a terra e non ho un aiuto concreto.” Andrea C